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NelMioMondoDiZuccheroFilato [ ...una vita a pois! ]
 


 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 Noi 

 Lui, Mr P., il più bel regalo che la vita potesse farmi

Daisypath Vacation tickersDaisypath Anniversary tickers

 

Ogni essere umano è stato gettato nella vita alla ricerca di un altro essere di un solo essere che gli sia in ogni senso rispondente, a tal punto che l'uno senza l'altro appaia come il prodotto della dissociazione di un unico blocco di luce...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osservate sempre, in tutto quello che fate, con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, amaro. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più allegri e seminatori d'amore, godrebbero felici di un'eterna giovinezza.

 


 

 

Il viaggio come metafora della vita è una delle immagini più frequenti in tutte le letterature, è un concetto trattato molto spesso dagli scrittori di ogni epoca. Esiste un'opera nella letteratura di tutti tempi che riassume, forse integralmente, i significati concreti e simbolici legati al tema del viaggio: l'Odissea di Omero. Analizzando attentamente la vicenda di Ulisse, si nota che il viaggio non può consistere solo nell'approdo al porto finale, ma piuttosto nel superamento di mille pericoli, ostacoli e prove. Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, la sfida al confronto, l'abilità di relazionarsi con chi è diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema.Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi. E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro."

Charles Baudelaire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


21 marzo 2012


Ecco come si inizia

Troppe cose da fare e troppo poco tempo per farle. Le mie giornate sono corse contro il tempo con l'unico obbiettivo di andare a dormire. E' come se da quando mi alzo dal letto non facessi altro che correre lungo una pista saltando ed evitando ostacoli e alla fine di questa ci fosse il mio letto ad aspettarmi. vado a letto, spengo il cervello, pace, libertà. Non penso di poter reggere ancora per molto. Non ho scritto del fatto che mio padre, un mese e mezzo fa, è stato ricoverato e operato d'urgenza per un diverticolo che gli si è lacerato nello stomaco. Non ne ho scritto perché è stato uno degli episodi più difficili della mia vita e nonostante abbia condizionato e condizioni tutt'ora la mia quotidianità, ogni volta che provavo a raccontarne mi congelavo all’idea di rivivere tutto. Ora è a casa in convalescenza, si sta riprendendo ma ci vorrà del tempo. non va in ufficio e tutto è in sospeso da due mesi, tutto meno le cose che vanno fatte per forza in determinati tempi e che faccio io. Quando esco dall’ufficio vado là, poi corro a casa a tentare di dargli un ordine, preparo la cena, lavo i piatti. Poi a volte devo anche lavarmi, magari ritoccare lo smalto e attività simili dovute a darmi un aspetto sopportabile. Mr P. non arriva mai prima delle 21, quando siamo fortunati, e non fa nulla a parte lavare i piatti quando è il suo turno anche perché quando finiamo di mangiare siamo stanchi morti e io ho già fatto tutto prima. Sono rapita in un vortice che mi sembra stringersi ogni giorno. Ieri sono uscita dall'ufficio e sono andata nell'altro ufficio, poi sono andata dai miei a portare una borsa di roba da lavare e prenderne una da stirare, dato che come se non bastasse domenica si è rotta la lavatrice... quando sono arrivata a casa mia sapendo di dover ancora stirare una montagna, preparare la cena e lavare i piatti del giorno prima, e ho visto in che condizioni verteva la casa, ho sentito il vortice stringermi togliendomi il respiro. Il cuore mi è arrivato alle orecchie, ho avuto un lieve attacco di panico. In quel momento ho capito che non posso continuare ancora per molto così, evidentemente sto chiedendo troppo a me stessa. Del lavoro non mi lamento, mi piace che ci sia un casino dietro l'altro, mi piace correre da quando arrivo a quando me ne vado... ma poi una volta uscita di qui ho bisogno di un po’ di pace. di silenzio, di gesti compiuti con calma senza pensare a quel che devo fare dopo. Non riesco a vivere con questo ritmo, non mi basta tirare il fiato solo due giorni a settimana e a volte neanche quelli. Evidentemente non posso essere un’impiegata perfetta, una figlia perfetta, una casalinga perfetta, una compagna perfetta e una donna perfetta (per non parlare di amica, parente o zia.. non vedo i miei nipoti da settimane) nello stesso momento della mia vita. Peccato che accettare di non poter essere perfetta, qualsiasi sia il contesto, per me è una cosa del tutto impossibile che mi porta ad avere una sensazione di insoddisfazione cronica e chiedermi continuamente se sono io che sono sbagliata o nessuno ce la farebbe. Il tutto condito da una buona dose di sensi di colpa verso tutto e tutti quelli che sto trascurando. Da lunedì prossimo, dopo il cambio dell'ora, vorrei poter andare a correre se non tutti i giorni almeno uno si e uno no, ma se lo faccio non mi rimane nemmeno un giorno in cui posso guardarmi casa mia e andare a dormire alla sera ad un ora decente.
Mi sento in trappola, con dei pesi enormi sulla schiena che non sono in grado di portare, senza via d'uscita. L'omino del cervello è diventato una poppante dai capelli rossi, con trecce e lentiggini, che ripete con occhi umidi:ma cos'è? dove sono finita? dov'è la mia mamma? 
Mi sento in balia dei bisogni degli altri, dei comodi degli altri, di una casa che non si sa autogestire, di una vita che non mi ripaga di nemmeno il 50% di quello che io do.
A volte mi chiedo se mai volessimo un figlio, come e dove potrei inserire i suoi bisogni quando non ho tempo di soddisfare i miei. Ho la frangia talmente lunga che non ci vedo più e scuoto la testa ogni due minuti come un cane, non riesco a trovare un buco per andare dalla parrucchiera senza rubare del tempo al sabato che è l'unico giorno in cui il Mr è a casa. Per adesso come unica soluzione ho deciso di ricominciare a prendere lo xanas anche di giorno, giusto per evitare di diventare verde mentre sono in riunione con l’avvocato e discuto del contratto di un cliente. Per il resto non so davvero dove sbattere la testa, l’unica via d’uscita mi pare iniziare a tirare di coca in modo da sfruttare anche le ore in cui dormo.


1 marzo 2012


Il MIO lavoro

Ancora non mi sembra vero di essere qui. Sessanta giorni fa questo sembrava un miraggio... avere un lavoro, riavere un posto nel mondo, una stabilità economica... desideri irrealizzabili, fatti lontani e irripetibili. Sono stata davvero convinta che non sarei mai più tornata qui dentro, che la cassa integrazione sarebbe stato solo il primo passo verso disoccupazione e precarietà. Mr P. dal conto suo mi rassicurava ripetendomi quasi tutti i giorni che non dovevo farmi illusioni ma alzare il culo e iniziare a cercarmi un altro lavoro. Ho avuto una botta di culo di quelle davvero insolite per una che non ha nemmeno mai vinto due euro a un gratta e vinci. Le due colleghe che erano in cassa con me sono state licenziate, dopo aver rifiutato di firmare un contratto che avrebbe loro ridotto le ore di lavoro al minimo sindacale con cig a settimane alterne (cosa che avrei fatto anche io, con la disoccupazione per sei mesi guadagnano di più e possono sperare di trovarsi un altro lavoro).

Mi hanno fatto rientrare per sostituire la maternità della mia collegaamicaP. Se lei non fosse stata incinta ora sarei a spasso con loro. Inoltre tra tutte le posizioni possibili, sono finita in quella che avevo sempre preferito, il commerciale. in ufficio con la mia "migliore amica" qui dentro. La perfezione. Tutto quello che sognavo da sei anni ma in maniera squallidamente diversa da come lo avevo sempre immaginato. Se la C. non fosse stata apprendista e l'avessero potuta licenziare o mettere in cig, non avrebbe dovuto coprire la mia posizione e io sarei ancora dov'ero. Tutta una serie di situazioni casuali a me favorevoli mi hanno portato ad essere dove sono, tutte meno un merito mio. Dopo anni passati a sentirmi dire che avevo del potenziale ed ero sprecata alla reception, che l'azienda aveva grandi progetti in serbo per me, e balle varie... mi aspettavo che un giorno qualcuno avrebbe deciso di farmi salire di un piano, darmi un lavoro, un ufficio e un timbro con su scritto il mio nome. Ed invece è successo perché la mia collega ha scopato quella notte perché quella prima aveva mal di testa. Lo so, dovrei considerare solo il fatto che, a differenza di tantissime persone, al momento ho un lavoro e percepisco uno stipendio. ed è infatti quello che ho fatto, ma non c'è giorno in cui mi chiedo perché questa cosa, in cui ho creduto così tanto, non è potuta andare come avevo sempre sperato. è come se tutto nella mia vita dovesse arrivare a destinazione per vie traverse, facendomi cagare sangue, per quanto io mi impegni a direzionarla nella maniera più giusta. e sono certa che questo mi spingerà, nelle occasioni future, a non impegnarmi più come prima, sapendo già che in ogni caso non andrà come vorrei.
La collegamica P. doveva entrare in maternità dal 13 marzo ma ha avuto delle contrazioni e il ginecologo l'ha messa a riposo forzato con due settimane di anticipo (è di sette mesi e mezzo, qui hanno abituato bene i capi lavorando quasi tutte fino alla scadenza dell'ottavo mese, previa autorizzazione del medico del lavoro per il mese in più) e quindi mi ha già mollato qui da qualche giorno. E' ufficiale, sono io il referente dell'azienda per l'estero. sono io che devo vendere all'estero, sono io che devo fare arrivare questo e l'altro container da chissàdove. sono io e se faccio una puttanata sono solo cazzi miei. Da portacaffè a questo, in tre mesi di svaccamento casalingo. Non mi sembra ancora vero. E la cosa più assurda è che nonostante me la stia facendo sotto per la responsabilità, sono felice come non lo sono mai stata. Non vedo l'ora di venire in ufficio e quando è ora di uscire quasi mi dispiace. quando mi arriva un ordine saltello e mi eccito come se accreditassero il bonifico sul mio conto, quando un fornitore mi ritarda una spedizione mi incazzo come quando Mr p., non lava bene i piatti. Ovviamente ricordandomi sempre che, una volta tornata la collegaP dalla maternità, tutto questo potrebbe svanire come d'incanto. potrei essere rimandata a far caffè oppure direttamente a casa. in più con la situazione in cui nuota pericolosamente l'azienda al momento, quando la collega tornerà l'azienda potrebbe star fallendo o aver già licenziato molta altra gente. Questo è un reparto che, a livello commerciale, fattura davvero poco. Non c'è spazio per due persone , e nonostante il capo abbia fatto capire più di una volta che l’intenzione di espandere il reparto c’è, non ci vuole una laurea per immaginare che se non ci sono i soldi non si pagano due persone dove ne basta una. Se penso a questa cosa non faccio nulla. non imparo, non lavoro bene, non miglioro, non dimostro, non do nessun motivo per pensare che sia giusto che io sia seduta qui. Quindi sto cercando di vivere a pieno questi mesi, sperando che siano tanti (mi spiace per la mia collega, le voglio un gran bene, ma spero che la bambina sia una iena indemoniata e non dorma la notte fino ai sette anni di vita) senza pensarci, mettendocela tutta e godendomi ogni cosa. La MIA metà di ufficio, che ho reso fuxia ai limiti del possibile. la kimmidoll come sfondo del desktop, la MIA firma digitale, il MIO indirizzo mail, il bigliettino da visita con il MIO nome, la gente che chiama e chiede di me, poter chiudere o aprire la porta come mi pare, poter prendere un permesso senza prima cercare un cristo disposto a sostituirmi, le merende in totale privacy, andare al cesso senza il cordless, il BRAVA MICOL del mio capo, il porta clips fuxia, la penna leopardata che mi ha regalato papà "per firmare gli ordini".
con questa sensazione di inattitudine che non mi abbandona mai, la domanda che mi sveglia ogni mattina "ma chi e perché mi ha ritenuto in grado di fare questo" perché qualcuno finalmente ha visto che non sono solo la ragazzina che è arrivata qui sei anni fa e non sapeva che “si chiama pietro torna-indietro” è un modo di dire e l’ha detto a gran voce a un dirigente durante una riunione. qualcuno sta credendo in me, e mi sta dando l'unica opportunità che ho di dimostrare cosa valgo qui dentro.


27 febbraio 2012


Sto per mangiarmi la mosca che mi gira attorno dalle nove. quante calorie avrà?

Oggi quello che mi ci vorrebbe - a parte un letto a disposizione con Matt Bomer dentro, che non fa mai male - sarebbe prendere a calci sui denti qualcuno. E non chiunque, ovviamente. avrei una lista pronta a disposizione. Miacuginanevrotica, per esempio, anche se mi dispiacerebbe per il bimbo che porta in grembo (che tanto verrà su stronzo come lei), la vicina d'ufficio, Missmenagerdistacippadi..., la cui voce se la gioca con il fastidio provocato dalla suddetta mosca o, ovviamente Mr.P., mio onnipresente bersaglio. Di solito, quando non lo odio ma lo detesto solo, gli dedico amorevoli pensieri tipo... spero che piova un quarto d'ora dopo che hai lavato la macchina, che ti cada per terra l'ultimo pezzo di torta che ti eri tenuto da parte, che ti si spezzi a metà l'ultima sigaretta nel pacchetto, che la tua parte di letto sia piena di appuntite briciole di crecker, che i jeans che volevi mettere oggi non siano asciugati. Oggi invece sono più propensa verso: spero di vederti contorcere sul pavimento in preda alla maledizione AvadaKedavra. Ieri in uno dei suoi esplois più gentili mi ha detto che io "trovo il tempo per il mio blog" (non perché sostenga che io non lo trovi per lui eh, vorrebbe dire che si è accorto di qualcosa. l'ha affermato a sua difesa, perché poverino lui tempo non ne ha). devo aver lasciato aperta una pagina sul pc di casa e deve aver recepito così l'informazione, sono pronta a scommettermi un nipote che non ha letto una sola parola. nel suo ritmo di vita di manegerdistocavolo non c'è spazio per me, figurati per letture di miei scritti.
Il nostro rapporto sterile e quasi platonico mi ha reso ancora più acida e cinica di com'ero prima di conoscerlo, con il terribile effetto collaterale dell'ipersensibilità a qualsiasi forma di romanticismo. invidio qualsiasi forma d'amore mi passi davanti, persino vedere due cimici vicine che sembrano farsi il piedino con la zampina. Oggi, a differenza di ieri, non riesco davvero a pensare che un giorno tutto questo possa cambiare. Ma oggi sono arrabbiata, mi bruciano gli occhi e ho il fanculo facile da lunedì mattina post-weekend di merda. Domani è un altro giorno. e probabilmente sarò ancora più incazzata. Non c'è speranza che muti qualcosa nell'arco delle prossime ventiquattro ore perché in settimana, lo stronzo a cui lavo le mutande, è totalmente assente. Arriva trafelato come se avesse lottato con un drago nell'androne del condominio e evitato un branco di zombie sulle scale. vegeta e mangia, se apre bocca è per blaterare qualcosa del suo io, ioioioio, ...ho visto questo, ho fatto l'altro, io sono il migliore, io son figo, son tutto io... e altri balablabla. dopodiché si rinchiude al cesso a fare non si sa cosa, per uscirci con un occhio chiuso e dichiarare che ha sonno (machenovità). Fino al mese scorso c'era poi il weekend, due giornate in cui a tratti rinsaviva e mi ricorda la sua presenza nella mia vita, se pur non sempre in modo felice, ora invece lavora anche almeno un giorno dei due, e a volte tutti e due e quindi il poco tempo rimanente che c'è, lo passa in convalescenza… e/o a blaterare ioioioio o vedere una partita, o leggendo cagate sull'i-pad, che sennò quando lo fa?eccerto. Ora che abbiamo la tipa che una volta a settimana ci fa le pulizie, non posso nemmeno più schiavizzarlo in quel senso. Se penso a quando stasera entrerà in casa vestito da pirla con la sua borsetta a tracolla e dalla sua bocca inizieranno ad uscire tutti i vari inutili blablabla senza menzione alcuna al fatto che qui da un anno e mezzo non si parla, non si scopa, non si vive... ho voglia di andare a raccattare quattro stracci e partire senza metà il più possibile lontano dal suo ingombrante ego. ma come ho fatto io ad innamorarmi di un simile pirla? Lo dice pure l'oroscopo che cancro e bilancia non hanno alcuna affinità. E' la maledizione di Fox questa, per non averlo mai ascoltato.
Forse se la nostra casa fosse in affitto e non fosse mia, se non abitassimo a 200 metri dai miei, se non avessi una vicina spiona e non amassi perdutamente la mia casa e la simbiosi che ho con essa, me ne sarei già andata. dove però? mi manca pure la classica amica/amico che nei film non manca mai. quello single che vive da solo e ha sempre il divano da offrirti per ogni evenienza. Di sbattere via lui non se ne parla... perdo un casino di tempo, è doloroso e non serve un cazzo, la sua peggiore preoccupazione sarebbe come portarsi via tutti i suoi foglietti di managerdistocavolo e rimanderebbe ogni discussione a conclusione della campagna vendite, come se io fossi una mail che puoi lasciare li finché non hai tempo di rispondere. E poi stasera c'è Grey's anatomy e PanAm, non voglio alcun tipo di disturbo. Cos'ha fatto nel weekend di così terribile? niente! lui non fa mai niente, lui vive una vita parallela in cui io rappresento la barra in alto a destra "cibo, salute, sonno, vestiti puliti" e quando arriva da me è arrivato a destinazione e non deve far altro che svaccarsi sul divano. Se almeno la barra fosse rossa ogni tanto, mi toglierei qualche soddisfazione.

Ma è che oggi sono arrabbiata eh, poi mi passa.


11 agosto 2011


"sono solo le diciassette e puo ancora succedere di tutto..."

Il medico di colore che mi ha fatto la manovra di sololuisachi sulla schiena urlando "qui male???- qui male???" è stato solo l'inizio di quella che potrei definire la settimana peggiore della mia vita. La "giornata perfetta" si è conclusa con un inizio di coliche dall'altra parte del paese, a piedi, da sola, con mio nipote duenne nel passeggino. ancora non mi spiego come sono arrivata a casa senza svenire, ho portato in braccio lui fino al seondo piano e ho resistito senza urlare nè svenire fino all'arrivo di sua madre. Grazie al cielo (?) quella notte era di guardia un medico dai modi decisamente più diplomatici, dotato della parola, del tatto opportuno e sopratutto della voglia di fare il suo lavoro. mi ha sparato non so cosa sotto la lingua e nel giro di dieci minuti dormivo come un ghiro. - ho poi scoperto essere un gran tronco di pino ma non credo mi guarderà mai dopo avermi vista in quelle condizioni- Non ho mai partorito ma se è vero che il dolore delle coliche puo essere paragonato a quello di un parto, mi sono fatta una bella idea. sudavo come un cammello e mi giravo come un indemoniata nel letto in cerca di un attimo di tregua, ritrovandomi a quattro zampe o con la testa a penzoloni dal letto, tra una vomitata verde e l'altra. entrambe le volte il tutto è durato cinque/sei ore durante le quali Mr P. mi dava qualsiasi tipo di cosa e faceva telefonate a destra e a manca, eppure io ricordo si e no due o tre momenti. Il giorno dopo mi sono decisa ad andare dal medico il quale mi ha detto una cosa del tipo "il giorno dopo una colica ti arrampichi sulla scala a lavare vetri, vai a correre e ti fai venti km a piedi spingendo 12 kg di bambino... che c... ti lamenti?" e non ho potuto dargli torto. La vera tortura è però iniziata da quel giorno... non passavo più di quattro ore senza ingerire un antidolorifico, i dolori non passavano praticamente mai, non potevo fare nulla e mi trascinavo con la bottiglia d'acqua dal letto al divano. Mi avevano dato l'appuntamento per l'ecogrofia venerdì pomeriggio e fino a quel momento ho creduto di avere una malattia mortale e di non arrivare a ferragosto (e forse un po' ci ho sperato). Io sono abbastanza ipocondriaca e non capire cos'avevo mi ha mandato totalmente fuori di testa. in più l'ironia del destino ha voluto che si trattasse proprio di qualcosa relativo ai reni e avendo un padre in dialisi, ho ipotizzato le cose peggiori. Dall'ecogrofia è risultato che non ho nessun calcolo, forse della sabbia che non si vede oppure è stata un'infezione delle vie urinarie, magari per una cistite curata male. in compenso ho un follicolo in un ovaia da tenere sotto controllo e una malformazione all'uretere, che si biforca e poi si riunisce facilitando la formazione di calcoli. (che culo eh!). I dolori sono scomparsi da domenica, ora ho solo più qualche fitta se mi muovo troppo. l'antibiotico mi ha fatto venire una bella infiammazione dove non batte il sole ed ora mi diverto con un applicatore di crema in plastica di dieci cm, non morite di invidia. Si accettano scommesse su quale sarà la prossima sfiga. Ho davvero temuto il peggio, per la mia salute, ma anche per le nostre vacanze. ho avuto paura che i dolori continuassero e che non sarei riuscita a preparare le valigie, organizzare tutto e partire. livello d'ansia e angoscia alle stelle, ho passato delle giornate buie a ingerire droghe su droghe, bestemmiando in veneziano e piangendo ogni volta che mi passava accanto una spalla. Inutile dire di come a volte la vita ti ricordi che hai solo balle e che quando inizia a mancare la salute, quelli si che sono veri problemi. Il medico mi ha detto "vada pure in vacanza tranquilla, non faccia sforzi e beva almeno due litri d'acqua al giorno, non stia troppo al sole. si porti plasil, voltaren e oki, non le dico una stringa e le iniezioni per non spaventarla. " tranquilla?! ...E con questa botta di ottimismo domani pomeriggio partiamo, ci fracassiamo i maroni in Liguria fino a martedì e torniamo qui a chiudere le valigie per giovedì. I miei suoceri, in vacanza in un paese vicino a dove andremo noi, hanno chiesto di vederci una sera per un caffè.... ci sarà da ridere, ma almeno ora so improvvisare una colica per scamparmela.


26 luglio 2011


Vota A per internarla, B per abbatterla, C ...

Quando rientro in ufficio dopo quella che mi sembra sempre essere un'eternità, sono così entusiasta di tutto questo tempo libero a disposizione per me, che il cervello mi va in palla.
Vorrei fare di tutto e alla fine non faccio niente.
Nei dieci giorni di pausa maturo i più bizzarri interessi destinati poi a finire nel dimenticatoio al termine della settimana lavorativa.
Questa settimana sono intrippata con centrifughe e prelavaggi. tutta colpa di un simbolino mai incontrato prima sull'etichetta di una maglia, che ha scatenato in me la solita furia da imprecione e la conseguente curiosità ossessiva verso l'argomento. Ho quindi passato buona parte della giornata leggendo articoli dedicati a come fare le lavatrici ma imbattendomi così in veri e propri siti per casalinghe maniache (secondo me potenzioli future killer seriali...) dove viene argomentata qualsiasi tipo di cosa, compreso come piegare i calzini nel comò. Quando mi imbatto in tali situazioni lussuriose (dal mio personalissimo punto di vista, ovvio) mi escono fuori gli occhi di cinque centimetri e mi vengono i pois fucsia sulle guancie tipo heidi. inizio a sbavare e a leggere con foga tutto ciò che trovo, senza capire una mazza tanta è la fretta di vedere cosa c'è dopo.
Il primo giorno però non coltivo la mia momentanea passione come si deve... sono troppo emozionata e alterno mezz'ora di ricerche a mezz'ora di lettura blog a mezz'ora di ricerche su quella cosa che ho sentito al telegiornale a qualche minuto di inevitabile lavoro... non capendo a cosa dovrei abbandonarmi prima per non avere troppi sensi di colpa notturni che poi puntalmente ho. a fine giornata non ho alcun vuoto mentale colmato a tanta voglia di tornare in ufficio il mattino dopo. a vedermi si direbbe che ha casa non ho la luce e/o che passo i dieci giorni di c.i. ibernata in un freezer. 
Ne si puo dedurre dunque, che ho iniziato a fare il bucato. forse non avevo mai parlato (saggiamente) del fatto che in un anno -festeggiato per l'esattezza sabato- di vita senza le lavatrici di mammà, non mi ero mai avvicinata all'aggeggio infernale se non per minacciarlo di non rovinare i miei jeans preferiti... E' sempre stato compito di Mr P., compito che ha svolto in maniera eccelsa, devo ammettere, non avendo alternative... Ma per me le cose fatte da Mr P. non sono mai fatte come si deve, è la prima regola della Gvita domestica. sapevo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato. ho deciso di affrontare una delle mie più grandi paure... quella di tirar fuori un bucato arancione, come mi successe a sedici anni... un trauma, considerando anche che io odio l'arancione. Ho provato imitando Mr P. e vedendo che mi riusciva sono letteralmente impazzita. Ora cerco la perfezione assoluta, la completa conoscienza della mia lavatrice, una fusione totale con lei e il mio ammorbidente coccolino in offerta.
Tra pochi minuti scappo, entrando in casa verrò subito avvolta dal candore del suo bianco brilante che mi attende per essere svuotata e poi riempita. e perdonatemi ma ha anche un che di erotico la cosa (da qualche giorno lascio sempre la porta a scomparsa del ripostiglio aperta per poterla subito vedere, credo che la toglierò del tutto.)

Però ho anche finalmente scritto, non è poi così una brutta giornata.
Ma un brutto post, questo si.


9 maggio 2011


Naturalmente

Oggi sento gli odori in una maniera folle. Stamani appena messo piede in bagno, ho sentito l’odore della spugna che sta nella sua scatola dietro agli asciugamani e ho dato il buongiorno al mondo con uno sforzo di vomito. Ora, da seduta, sento l’odore di muffa che emanano le mie povere hogan nonostante i litri di ammorbidente profumatissimo nel quale hanno galleggiato per giorni, e… non vorrei entrare nei dettagli. Se essere incinta significa passare nove mesi così… non ci voglio pensare. se sono incinta mi butto giù dal campanile del paese, ma questo non c’entra. forse ho solo mangiato troppo male ieri (pizza, patatine, nutella, ancora patatine, due moretti e qualche caffè). Sono viva comunque, nel caso qualcuno si stesse già procurando l’abito nero. E vegeta direi, in questo caso calza a pennello, perché la pianta del mio ufficio ha più voglia di vivere.
Sto cedendo alla tentazione di abbandonare il mio progetto. come spesso mi capita, quando mi impongo di andare lontano, finisco per non andare da nessuna parte. questa cosa di occuparmi del gomitolo mi ha fatto bloccare totalmente. ho l’archivio del blog pieno di bozze, scritti pesantissimi che non riesco nemmeno a rileggere. Non ce la faccio, forse non sono pronta ad affrontare i miei fantasmi. Forse sbaglio il modo, forse in ufficio sono troppo tesa.     forse, forse, forse.
I giorni proseguono lenti, uguali tra loro. Io mangio e dormo poco ma fumo e piango molto. Non ho perso neanche un kg, che di solito è l’unico aspetto positivo della depressione. Anzi, forse ne ho presi un paio. vorrei andare a correre ma il coinquilino trova troppo pericoloso che mi io mi inoltri da sola nelle campagne circostanti (pur sapendo che nel mio paese v’è a disposizione una pista ciclabile sempre affollatissima…) e quindi attendo invano la sera in cui arriverà a casa ad un ora decente e potrà accompagnarmi. Stiamo cercando la soluzione migliore per le nostre ferie ma di gratis purtroppo non c’è nulla (….). le mete che ci interessano sono Mykonos e Formentera, decisamente care, e quando troviamo voli in offerta non abbiamo i soldi per prenotare o viceversa. La cosa mi scoraggia alquanto perché so che questo mese e il prossimo saranno tragici e che da giugno in poi i prezzi aumenteranno esageratamente… io piuttosto che farmi il ventiseiesimo agosto della mia vita sulla costa ligure, me ne rimango in quel del paesino e mi faccio tante docce (solari e non). Intanto la Gcasa è praticamente finita, mancano solo le famose tre cose da comprare al mare e continuiamo a rimandare il weekend per il solito fattore economico (e io continuo ad essere bianca come una mozzarella). Ma non disperiamo… dopo ci saranno le zanzariere, le tende, le lenzuola decenti, le appliques decenti. non ci annoieremo.
Il bambino di miacuginanevrotica è vivo, in tutto i suoi sette millimetri di lunghezza, con un cuoricino che batte perfettamente. La scorsa settimana ho passato una giornata intera con mia nipote, le ho fatto l’hamburger con le patatine fritte e il profitterol come da sua richiesta, le ho messo lo smalto blu come il tuo e l’ho accompagnata al parco giochi. Mi sono sentita dire ma possibile che in questa casa è tutto fucsia e ma non devi seguirmi se voglio andare giù da una valle ripidissima correndo a ruota libera con altre tre seinni incoscienti come me, ormai son grande. Sto lavorando per il quarto giorno di seguito (intervallato dal weekend in realtà) e mi sembra una fatica terribile.
Questo è quanto. Il weekend appena terminato è stato leggermente migliore dei precedenti ma non faccio pronostici nè buoni propositi questa volta. Ma se scrivo ancora un post da carodiario con lucchetto e chiave di plastica, vi prego di legarmi le mani.

 

Venerdì sono arrivata a pranzo dai miei con un colorito verde/giallognolo, in procinto di vomitare, con le occhiaie e un principio di decomposizione. Mia madre mi ha chiesto come stai? Bene, ho risposto. stai tranquilla, ancora una settimana e tutto andrà a gonfie vele, i pianeti non ti saranno più avversi. - E chi lo dice scusa? - Paolo Fox naturalmente.

Ecco. Giuro solennemente che se accadrà davvero mi convertirò agli oroscopiani, battezzerò i miei figli nel nome di Paolo Fox, non avrò altri astri al di fuori dei suoi e consulterò ogni giorno i santi siti.

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