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NelMioMondoDiZuccheroFilato [ ...una vita a pois! ]
 


 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 Noi 

 Lui, Mr P., il più bel regalo che la vita potesse farmi

Daisypath Vacation tickersDaisypath Anniversary tickers

 

Ogni essere umano è stato gettato nella vita alla ricerca di un altro essere di un solo essere che gli sia in ogni senso rispondente, a tal punto che l'uno senza l'altro appaia come il prodotto della dissociazione di un unico blocco di luce...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osservate sempre, in tutto quello che fate, con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, amaro. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più allegri e seminatori d'amore, godrebbero felici di un'eterna giovinezza.

 


 

 

Il viaggio come metafora della vita è una delle immagini più frequenti in tutte le letterature, è un concetto trattato molto spesso dagli scrittori di ogni epoca. Esiste un'opera nella letteratura di tutti tempi che riassume, forse integralmente, i significati concreti e simbolici legati al tema del viaggio: l'Odissea di Omero. Analizzando attentamente la vicenda di Ulisse, si nota che il viaggio non può consistere solo nell'approdo al porto finale, ma piuttosto nel superamento di mille pericoli, ostacoli e prove. Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, la sfida al confronto, l'abilità di relazionarsi con chi è diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema.Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi. E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro."

Charles Baudelaire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


30 marzo 2011


Di male in peggio

Proprio in questo
 momento di pseudo ripresa economica e morale, eccomi risprofondare nel baratro più nero. Ieri mattina la bella notizia, dall'unidici aprile tre stronze quali me, la D. e la collegafancazzista, saranno in cassa integrazione. con noi anche i due magazzienieri tra i quali il Topo, al momento in mutua per lomboscialtalgia (probabilmente la gattamorta con la primavera ha gli ormoni a mille e lui poretto, non c'ha il fisico). Lo stipendio ne risente di ancora ottanta/cento euro in meno.crisi totale, non tanto per l'aspetto economico ma per la consapevolezza di avere una settimana si e una no per grattarmela in allegria, con tanti pensieri per la testa pronti a distruggermi non appena trovano spazio. Poi stamattina un altro colloquio con Schifezza la quale mi comunica una decisione diversa da parte del capo, quella di salvarmi almeno fino a luglio, con l'impegno però di conscumare le ferie in eccesso nel giro dei prossimi due mesi. Domani magari verrà a dirmi che mi licenziano o che mi promuovono a direttore generale. Ovviamente sono rimasta basita, contenta, per carità, ma basita. dalla leggerezza con cui comunicano certe cose, dall'assoluta non-trasparenza dei criteri adottati per questo tipo di decisioni.
A dicembre, quando ci hanno comunicato la riduzione degli orari, di fronte alla mia domanda: non avete pensato alla cassa integrazione? mi è stato risposto che valutando le due cose, con il cambio di contratto noi ci perdevamo meno soldi. Cosa evidentemente non vera dato che c'abbiamo perso il 20 per cento dello stipendio, quindi 200 euro sullo stipendio medio di 1000 euro, contro questi 80/100 che ci porterà via la cassa integrazione.
A febbraio poi, quando tutte le operaie sono state messe in cassa  e noi avvertiti sul fatto che v'era lA possibilità di un ulteriore riduzione di ore, ci è stato spiegato che a noi la cassa non era concessa per il tipo di contratto che avevamo. Ed anche questa si è rivelata essere una balla dato che adesso magicamente la avremo. il Boiler si è giustificatO dicendo che noi "nuove" abbiamo contratti che la prevedono mentre le altre colleghe hanno contratti molto vecchi. si da il caso però che la collega fancazzista abbia un contratto stipulato esattamente ventitrè anni fa, è il primo fatto dall'azienda, è stata la prima dipendente assunta. la cosa non quadra e chiedendo ulteriori spiegazioni ci è stato risposto che è un contratto diverso e nient'altro.
Un' altra cosa piuttosto ambigua è il fatto che ci abbiano imposto di esaurire le ferie accumulate dicendo che per legge si deve arrivare alla cassa con n.0 ferie in eccesso. cosa che, dopo una telefonata ai sindacati, io e la collegafancazzista abbiamo verificato non esatta. o meglio, non bisogna avere ferie accumulate dell'anno prima ma quelle dell'anno corrente non hanno importanza. quando la mia collega lo ha fatto presente al Boiler quest'ultima è caduta dal pero e ha detto che si si sarebbe informata... (questo dimostra quanto possiamo stare tranquilli. siamo in buone mani, abbiamo una responsabile del personale qualificata e molto attenta.) 
Insomma, ci hanno preso per il culo e chissà quante volte.
Le mie troppe ferie sono state la mia ancora di salvezza perchè sembra che il fatto che io avessi un mese e mezzo circa da smaltire prima di iniziare la cassa abbia spinto il capo a sospendere l'idea perchè avrebbe così dovuto ritardare quella degli altri quattro e pagargli ancora due mesi di stipendio intero. Già che c'era, il Boiler, questa mattina ne ha appofittato per comunicarmi (sempre a livello molto confidenziale, nel senso che lo sanno giù anche i muri) che probabilmente la D. - di cui il post precedente - verrà licenziata. La notizia mi ha provocato un angoscia tremenda.
Tutte queste "novità" portano ovviamente solo in una direzione. dovrò ufficialmente mettermi in testa che la mia "carriera" qui dentro è finita, il mio nido puzzolente di fumo, infestato di insetti, noioso ed inutile che tanta sicurezza mi donava sta per crollare su se stesso e io debbo muovermi a spostarmi per non prendermelo in testa. Dalla notizia, in meno di ventiquattro ore, mi sono improvvisamente resa conto di quanto, pur di non dovermi allontanare dal mio limbo di certezze, abbia stupidamente accettato fin ora. uno stipendio da fame di tredici mensilità, un capo che si permetteva di toccarmi il culo e abbandonarsi in battute poco professionali quando preferiva, una mansione non degna di essere definita tale, una considerazione precaria e deleteria per mio ego. e per cosa? per non dover fare più di dieci km al giorno tra andata e ritorno e spendere di più di gasolio, per non dover accettare orari più scomodi, perchè non c'era altro che mi piacesse fare. questo era quello che mi raccontavo. Ma non è la verità. la verità è che io temo terribilmente il confronto e il solo pensiero di dovermi rimettere in gioco, tirarmi a lucido e andare in giro a presentarmi di fronte a persone messe lì per giudicarmi, mi fa venire un attacco di panico. la verità è che il pensiero di dover ricominciare una lungo, difficile, debilitante inserimento in un ambiente di persone nuove mi fa venire voglia di buttarmi in mezzo alla statale. la verità è che far niente tutto il giorno e sentirmi una nullità, dal mio personalissimo punto di vista, è sempe meglio di fare qualcosa ed essere giudicata, eventualmente criticata, umiliata. Il fatto che non so che lavoro cercarmi, dato che quello che ho in mano è un esperienza da poco conto e un diploma di cui a malapena ricordo l'esistenza, non sarà un ostacolo semplice da superare ma in qualche modo dovrò pur farlo. so che alla fine accadrà. qualcuno mi spingerà da dietro, o ci cadrò sopra di faccia buttandolo giù, o lo prenderò a calci finchè si leva da solo. come sempre insomma. non sarà la mia morte, non sarà la mia fine. forse un'occasione? Non c'è possibilità che la situazione si risollevi, ne sono quasi certa. nonostante tutti i falsi sorrisi e le belle parole, quest' azienda sta definitivamente dando dal culo e c'è ben poco da sperare. non ci sono segni di ripresa ma sopratutto non ci sono nemmeno i tentativi. non ordianiamo merce, ovviamente non ne vendiamo, non cerchiamo nuovi clienti tramite campagne publicitarie o nuovi prodotti, non facciamo una pippa. restiamo a guardare la barca affondare con scialuppa a seguito. Sono arrivata a pensare che i due pagliacci, i capi, si siano stufati della baracca, avendo ormai un patrimonio tale da potergli garantire una vecchiaia di eccessi e sfarzi, e che quindi non abbiano intenzione di provare a salvare la situazione. 

Paolo Fox dice che da maggio uscirò dal tunnel.
Io non seguo gli oroscopi ma tra mia madre e la S. anche non volendo sono sempre aggiornatissima. Io dico che non ci credo, e in effetti diciamo che non ci credo, ma a forza di sentirmelo ripetere mi ci sto inconsciamente illudendo e se non accadrà andrò personalmente dalla volpe ad infilargli il suo libro nel deretano.


10 marzo 2011


Postraccio

Mi sono appena lasciata andare ad un pianto disperato per la stanchezza di tutta questa mia ridicola situazione fisica. Riepilogando: mi bruciano e lacrimano gli occhi ininterrottamente, ho l’emicrania costante (precisamente ho male alle tempie, in mezzo alla fronte e dietro alla nuca) non vedo una mazza con lenti e ne vedo mezza con gli occhiali, ho mal di gola, il raffreddore, un po’ di tosse, sempre sonno e la tachicardia. Ora anche incazzata perchè piangendo il dolore si è triplicato.

Il weekend al mare è andato. bene, nel senso che non è successa nessuna tragedia. male nel senso che non è successo niente di emozionante. Ma sta tutto nella mia testa, ne sono consapevole. Sono intrattabile. della serie se io fossi in te mi darei due sberle. E Mr P. è già un sant’uomo a non avermi ancora mandato a cagare per cui non gli riconosco nessuna colpa questa volta, se non quella di non avere la bacchetta magica. Dopo il weekend il mio malumore è peggiorato ancora, complici anche le condizioni fisiche, ho messo un vero e proprio muro tra me e chiunque altro. sono stata impegnata quasi tutte le sere e quando gli orari coincidevano con quelli del coinquilino nel poco tempo che passavo a casa, avevo un sacco di cose da fare e non lo cagavo nemmeno di striscio, non ho avuto alcuna voglia di dialogare, nemmeno al telefono dato il mal di testa, e appena riuscivo mi fiondavo a letto. Però devo dire che ho vissuto una settimana da single e non mi è dispiaciuto affatto. sono stata così concentrata sui miei problemi da non vedere e sentire veramente nient’altro, e non mi sento affatto in colpa per questo. Parlo di settimana finita perché oggi per me è venerdì,mi attendono quattro giorni lontana dall’ufficio che passerò prevalentemente a cucinare, che poi è la cosa che amo più fare in questo momento. domani verranno mia madre e mia nonna da me per insegnarmi a fare il ragù, dopo sette mesi di cucina, meglio tardi che mai. poi farò una torta di mele da portare a pranzo dai miei domenica e il purè di patate per la cena, una cosa che non ho mai fatto. Sto cercando di iniziare a depennare qualcosa dalla lista delle cose da fare di cui parlavo nel post precedente e di farmi anche un po’ del bene facendo le cose che mi piacciono, che forse è molto più utile dei fiori di bach e qualsiasi altra cura omeopatica. Stasera è la mia serata di stiro ed è un’altra di quelle cose che faccio volentieri perché mi piace e mi rilassa, lunedì se il mio infame corpo me lo permetterà vorrei fare tutti quei ritocchini in casa e andare a trovare la mia collegaamica P. e pupo che non vedo da un po’.

Mi viene da ridere a pensare che dopo mesi di buio, proprio ora che stavo iniziando a vedere un po’ di luce, si è messo di mezzo qualcos’altro a darmi dei problemi… a volte mi chiedo se questo sia davvero solo un periodo e come tale passerà o se non vedrò mai più questa benedetta luce in fondo al tunnel.




permalink | inviato da -Micol- il 10/3/2011 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


22 febbraio 2011


Ho bisogno di un consiglio

Mr Pirla, più pirla che mai, ieri sera ne ha combinata una delle sue.
Gli ho affidato il mazzo di fiori che mi aveva fatto recapitare a San.Valentino, ormai marcio e puzzolente, raccomandandomi non poco di buttarlo nell'organico mentre andava a comprare una cassa d'acqua.
Il succinto pirla l'ha buttato nel vetro.
E non chiedetemi come possa non aver notato la differenza tra i cocci di vetro sul fondo e le foglie d'insalata e i gusci d'uovo (anche solo per l'odore...) perchè non lo so. Fattostà che stamattina uscendo di casa fresca come il sole (...) per recarmi in ufficio mi trovo il puzzolente mazzo sullo zerbino e un bel biglietto attaccato alla porta (del palazzo, non del mio alloggio) con scritto questo:

a quanto pare "qualcuno" continua a non capire niente!
a quanto pare "qualcuno" si sta mettendo di impegno per far prendere una multa a tutto il condominio!
mi domando come si fa a buttare un mazzo di fiori nel bidone del vetro!!!
vergognati!

firmato dalla zitellaciccionachenonvedeunpenedasecoli del piano terra, con cui ho già avuto modo di confrontarmi animatamente quest'estate in cortile.
Ora. io quel VERGOGNATI glielo voglio far andare di traverso.
Sa che siamo noi perchè mi ha visto mentre la fioraia me li consegnava, la sua intenzione era quella di umiliarci davanti a tutto il palazzo.
Voi cosa mi consigliate? Io sono indecisa tra
- suonarle il campanello e prenderla a sprangate sui denti
- risponderle con un biglietto altrettanto educato
- ignorarla




permalink | inviato da -Micol- il 22/2/2011 alle 17:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


21 gennaio 2011


La soddisfazione della giornata

Lavare le loro tazze del the con la stessa spugna e gli stessi guanti usati per pulire il cesso...

Buon weekend capi!

...e ah e dimenticavo: Buon the!


17 novembre 2010


Mi serve!

Madame aspetta che io torni nel mio ufficio e poggi il culo sulla sedia, conta fino a 20 e poi mi chiama. ne sono certa. a volte 19, a volte 21, ma siamo lì. Ora fortunatamente se n’è andata, non so quanto avrei potuto resistere ancora. Ieri sera mi sono trascinata a casa con un dolore insopportabile alla gamba destra (…..) e ho cozzato sul divano fino all’arrivo di Mr P. che mi ha poi servito e riverito finche l’antidolorifico non mi ha permesso di alzarmi. Ero un straccio e il termometro della chicco di mio nipote segnava 37.6…. I progetti per la serata erano di mettermi lo smalto ma non ho saputo far altro che lagnarmi e soccombere sul divano fino alle dieci per poi trasferirmi a fare la stessa cosa nel letto. Se stamattina mi fossi svegliata nelle stesse condizioni sarebbe stato un bel pasticcio… la collega che mi sostituisce aveva una visita alle dieci e io me ne ero pure dimenticata. ma il problema non si è posto perché come al mio solito mi sono svegliata piena di energie e sto iniziando a non sentirmi in forma solo adesso… Entro le sette sarò di nuovo una merda parlante.. anzi, lagnante. Questa sera siamo a cena da mia nonna, mi fa piacere vederla ma soprattutto non dover cucinare e conseguentemente lavare i piatti anche se mi spiace che non venga lei da noi come si era inizialmente detto… e tu lavori, io so cosa vuol dire, venite voi così non cucini… -Ma no, non… vabbè se ci tieni, non insisto. Tornati a casa poi spero che riuscirò finalmente a mettermi questo benedetto smalto… ho sempre criticato senza pietà le femmine a spasso con unghie smaltate un mese e mezzo prima e quindi ridotte a patetiche macchie di colore scrostato. Dall’alto di quella che le unghie gliele faceva una volta al mese l’estetista, ho sempre pensato ma quanto ci vuole, poi se non hai tempo di rimetterlo ok ma almeno togliti quelle schifezze… quanto ci vuole a prendere una salvietta imbevuta di acetone e strofinare dieci dita?… ¾ minuti? possibile che non li trovi? che so… mentre fai la cacca, tipo. e ora mi trovo io ad essere quella patetica femmina con cadaveri alle dita.

Ieri sera gliamicidiMr P. ci hanno scritto un sms di gruppo per chiederci se per caso ci fosse qualcosa che non va dato che non usciamo un sabato sera da circa tre mesi… se per caso ce l’avessimo con loro o se per caso ci fosse qualche problema tra di noi… e ignorando il mio suggerimento di rispondere che sono tutti delle facce di merda loro e le loro ridicole fidanzate, lui gli ha riposto che non c’è alcun problema, semplicemente siamo stati molto impegnati ma questo weekend ci vedremo sicuramente… quindi. non ho scampo. Potrei solo più giocarmi la carta della febbre a 42…

Niente da fare, mi serve questa benedetta influenza.


12 ottobre 2010


Non vi faccio pena?!

La lettura del seguente è vivamente sconsigliata a chi ne avesse già avuto abbastanza dei precedenti post lamentosi e poco utili.

Perché a noi piace crearci un problema al giorno.
Perché a lui, soprattutto, piace crearmi un problema al giorno.
Tutti i porconi di oggi, dal primo del mattino appena ho aperto gli occhi a quello di stasera prima di addormentarmi, sono dedicati al mio convivente. Alla sua perspicacia, alla sua intelligenza. Avevo parlato troppo in fretta. non che sia accaduta chissà quale tragedia… ci siamo mandati a cagare e abbiamo dormito ognuno per i cavoli suoi. Lo so, capita. L’amore non è bello se non è litigarello. Però, dato che io sono ancora in fase di riabilitazione.. sarebbe troppo chiedere una ventina di giorni di tregua?! Il punto comunque è la sua brillante loquacità che lo porta a fare sempre la cosa sbagliata nel momento giusto. Siamo senza un quattrino. e non lo dico perché di questi tempi si dice, ma perché non abbiamo un euro, che sia uno, da parte; il suo stipendio finisce in pochi giorni perché quasi la metà copre solo la rata della sua macchina e poi si vive con il mio che è una miseria, e quando come questo mese ci sono 600 euri da cacciare per l’assicurazione, si arriva ad oggi, a tre giorni dallo stipendio, con meno diciannove euro su un conto e tre sull’altro. Questo mese che inizierà il giorno del respiro (il quindici) partiremo già con duecentocinquanta euro in meno, centocinquanta da dare al carrozziere (perché l’assicurazione ha fatto l’assegno a noi ma siamo riusciti ad usarli ancor prima di darglieli) e cento per la prima rata mensile di spese per la casa (poi mia nonna a fine anno farà i conti e eventualmente ci restituirà l’eccesso) (se sarà ancora viva e/o in grado) . Questo mese però avremmo voluto comprare i lampadari e le ultime cose. io ho bisogno di scarpe, come già detto e stradetto non è un capriccio ma un bisogno. avrei bisogno, anche se è un bisogno diverso, di andare dal parrucchiere e a farmi qualche lampada. dovremmo comprarci il famoso piumino, ci sta venendo l’artrite dal freddo. avremmo voluto andare via due giorni, per il weekend di halloween. il prossimo mese poi, c’è l’assicurazione della mia macchina. E… tra pochi giorni è il suo compleanno. Alla luce di tutto questo, che lui sa non per geniale intuizione ma perché la sottoscritta glielo ricorda quotidianamente, alla domanda: cosa preferisci fare per il tuo compleanno? scelta tra grandecosa (dicesi weekend fuori) o cena dignitosa con la sottoscritta, regalo dalla sottoscritta e festeggiamento con amici, Mr Pirla ha scelto il festeggiamento con gli amici. A suo dire non tanto per vero desiderio quanto perché si sentirebbe uno sfigato ad essere l’unico di tutta la compagnia a non festeggiare il compleanno. Che insomma come motivazione ci sta anche, ma io per quest’anno avrei comunque evitato… i nostri amici lo sanno che siamo appena andati a vivere insieme e abbiamo avuto un tot di spese, e non se lo meritano nemmeno se poi vogliamo dirla tutta. Comunque ho lasciato la scelta a lui proprio perché non volevo dargli modo di potermi rinfacciare qualcosa in futuro. Quindi. Io mi chiedo. Ma brutto imbecille. Ma dopo sei mesi che non andiamo manco a mangiarci una pizza da spizzico, che non facciamo colazione fuori senza la certezza che ce la paghi qualcun altro, che ci mettiamo a letto e invece di trombare contiamo bollette (perdonate il francesismo). Ma non ti viene proprio in mente che forse potremmo andare a cena fuori? Io e te, tu ed io? Dopo che il mio compleanno l’abbiamo festeggiato sporchi di vernice dalla testa ai piedi, io te e tuo fratello con una torta alle nocciole confezionata, seduti su dei cartoni. Non pensi che magari potremmo approfittarne per fare qualcosa di carino insieme? Ma brutto idiota. Secondo te se spendiamo cento euro per quel branco di fantocci, io posso anche comprarti il tuo mafia 3, o pes 2011, o quelle terribili scarpe, che tanto vorresti e non perdi occasione di ricordarmi? Ma brutto cretino. Non credi che dopo tutto quello che è successo negli ultimi tre mesi sarebbe forse il caso, dato che sembra si sia obbligati a spendere dei soldi (cosa che al mio compleanno non si è fatta) di fare qualcosa che coinvolga almeno un minimo anche a me? …Se il mio è egoismo? Assolutamente si. Io non ho avuto sconti, o meglio, non mi sono fatta sconti. Non me ne faccio tutt’ora, a costo di farmi del male mi tengo le lenti a contatto scadute aspettando lo stipendo (non vi faccio pena??) Non pretendo che lui sia come me, ognuno ha i suoi modi e anche lui sta facendo delle rinunce, ma che abbia almeno un minimo di rispetto per i sacrifici che faccio io. Mi girano veramente i coglioni a sapere che tutto quello che non mi sono spesa in shopping questo mese nonostante ne avessi un bisogno fisico, andrà nelle pance di quei dieci stronzi. Ma questo è solo un punto. Un altro è il suo tempismo perfetto. In questo periodo, soprattutto negli ultimi giorni dato ciò che sta succedendo alla mia famiglia, anche un bambino capirebbe che non ho voglia di rimanere sola nelle poche ore in cui potrei non esserlo. Mi sveglio al mattino già sola (non vi faccio pena??) da quando lui va al lavoro con il treno perché esce di casa alle sette cioè all’ora in cui suona la mia prima sveglia. Mi passo le mie belle otto ore in un tugurio di insetti malefici che d’estate è una serra e di inverno un iglù, nel silenzio e nella noia più profonda (ora non posso non farvi pena) e non vedo l’ora di arrivare a casa alle diciotto per poter finalmente condividere del tempo con altri essere umani. In particolar modo poi, in questo periodo in cui una crisi d’ansia o un attacco di paranoia sembra essere sempre dietro l’angolo, quando sono costretta a star sola soffro terribilmente. Mr Pirla quindi, oltre a trovare le più disparate commissioni per arrivare solo a cena pronta ed evitarsi tutta la gestione del caos che incontro ogni sera aprendo la porta, si è preso l’impegno di fare due volte a settimana un allenamento di calcio che lo fa rientrare solo alla’alba delle ventuno. Quando ho provato ad esprimere il mio disaccordo mi è stato risposto che non deve pagare a differenza della palestra, che lo sport gli è stato consigliato dal medico (e lo so che correndo brucia e non mette massa mafaglielocapire) e che dovrei ancor esser contenta che non fa le partite che lo impegnerebbero tutti weekend ma solo l’allenamento in settimana. E’ vero che quando uscito dal lavoro non viene a casa non è per andarsi a bere la birra con gli amici come il compagno di miacuginanevrotica, e ci mancherebbe, ma per più che validi motivi. Ma se io facessi lo stesso si mangerebbe ogni sera alle dieci e si finirebbe di far tutto a mezzanotte, a quel punto si andrebbe a dormire e tanti saluti. D’altra parte non me la sento di negargli di avere un hobby, di fare dello sport, di essere la moglie rompicoglioni che lo vuole sempre solo sul divano in ciabatte. Però mi sento la scema della situazione, da molto ormai e per molteplici motivi, quella che rimane a casa a far l’arrosto mentre lui mantiene una vita rigorosa… Io non mi lamenterei affatto della vita che faccio. Potrei frequentare di più qualcuno che non sia lui e se non lo faccio è solo perché non ne ho assolutamente voglia, tant’è vero che vedere la mia amica una sola sera a settimana mi pesa terribilmente, ma facendo un confronto mi pare che la bilancia inizi a pendere un po troppo da una parte. E vivo questa cosa, oltre che come una mancanza di adempimento della sua parte, soprattutto come un forma di abbandono. Non hai giocato a calcio fin ora, devi iniziare proprio adesso che la tua convivente è impazzita ed è sconsigliabile lasciarla sola? Proprio ora che vorrei occupare ogni secondo della mia giornata per non pensare? E poi ovviamente c’è la ciliegina sulla torta. Quella a casa nostra non manca mai, appena una passa in secondo piano ne spunta subito una nuova. Venerdì l’hanno chiamato dall’azienda dove ha fatto l’ultimo colloquio dicendogli che è il primo candidato, che se passa l’analisi dei costi come età, requisiti e balle varie.. quel posto è suo. Si tratterebbe del grande salto, della sua occasione, di quello che aspettava da tempo… di passare da semplice impiegato a manager, di salire un gradino della sua lunga scala di ambizioni. Questo ci cambierebbe la vita, non radicalmente… ma insomma forse non dovrei più prendere la panna da cucina da 69 cent del carrefour e potrei permettermi quella da 1,20 della chef. Soprattutto cambierebbe la sua di vita… sarebbe finalmente soddisfatto, un pò più realizzato. Forse andrebbe ogni giorno a lavorare col sorriso, parlerebbe della sua giornata con gioia, la smetterebbe di mordicchiarsi la pelle attorno alle unghie. Io non me l’aspettavo. L’avevo sottovalutato… non pensavo che potessero scegliere lui. Ci voleva un ottima padronanza dell’inglese, cosa che lui non ha, non a tal punto, e più anni di esperienza nel campo. Non pensavo scegliessero lui… lui che quando si agita balbetta e si mangia le parole, lui che sa essere logorroico fino allo sfinimento, lui che porta i capelli come un pockemon, lui che sembra ancora un ragazzino. Dovrei esser contenta. Ma non lo sono perché so anche che altre cose cambierebbero… sarebbe responsabile di qualcosa, arriverebbe tardi la sera a volte, dovrebbe star fuori qualche giorno magari, riceverebbe telefonate anche nei weekend, non sarebbe disponibile sempre, avrebbe nuove colleghe e magari anche qualche bella segretaria (l’ho detto che soffro di paranoie). e soprattutto se fosse scelto dovrebbe subito sostenere un training formativo di quindici giorni in Olanda. Cioè, potrebbero chiamarlo domani e potrebbe partire anche lunedì prossimo. E io dovrei starmene quindici giorni da sola abbandonata a me stessa in balia delle mie crisi di nervi e delle mie insicurezze (mentre lui passeggerà allegramente tra le fanciulle in vetrina di Amsterdam). Lo so che quest’ultima cosa non se l’è di certo cercata lui ma mi sarebbe piaciuto sentirlo almeno titubante, falsamente combattuto all’idea di stare lontani quindici giorni mentre per lui è solo un bellissima esperienza che potrebbe cambiarci la vita.

Ma non vi faccio pena?!


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permalink | inviato da -Micol- il 12/10/2010 alle 17:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
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