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NelMioMondoDiZuccheroFilato [ ...una vita a pois! ]
 


 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 Noi 

 Lui, Mr P., il più bel regalo che la vita potesse farmi

Daisypath Vacation tickersDaisypath Anniversary tickers

 

Ogni essere umano è stato gettato nella vita alla ricerca di un altro essere di un solo essere che gli sia in ogni senso rispondente, a tal punto che l'uno senza l'altro appaia come il prodotto della dissociazione di un unico blocco di luce...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osservate sempre, in tutto quello che fate, con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, amaro. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più allegri e seminatori d'amore, godrebbero felici di un'eterna giovinezza.

 


 

 

Il viaggio come metafora della vita è una delle immagini più frequenti in tutte le letterature, è un concetto trattato molto spesso dagli scrittori di ogni epoca. Esiste un'opera nella letteratura di tutti tempi che riassume, forse integralmente, i significati concreti e simbolici legati al tema del viaggio: l'Odissea di Omero. Analizzando attentamente la vicenda di Ulisse, si nota che il viaggio non può consistere solo nell'approdo al porto finale, ma piuttosto nel superamento di mille pericoli, ostacoli e prove. Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, la sfida al confronto, l'abilità di relazionarsi con chi è diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema.Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi. E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro."

Charles Baudelaire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


29 giugno 2011


Una splendida giornata

Quest’ultima settimana da cassa integrata è stata un vero schifo. Ho dato la colpa ai postumi dell’influenza, al caldo e alla sindrome premestruale, credendoci poco. Non avevo voglia di far nulla, ero fiacca e demotivata. mi sono trascinata le pulizie che di solito faccio in un giorno per tre pomeriggi, sprecando così tre giornate. Il quarto giorno ho dovuto tenere mio nipote (che non ha voluto scollarsi dal televisore fino alle cinque e quando sono finalmente riuscita ad uscire per portarlo a prendere il gelato si è addormentato tempestivamente appena usciti di casa, costringendomi a girare come una scema per il paese con il passeggino per le successive due ore) e l’ultimo giorno l’ho passato a stirare. Ovviamente ho vissuto fino a domenica con il senso di colpa deridendomi mentalmente come solo io so fare. Non avrei mai pensato di dirlo ma, domenica è stata una giornata stupenda. Innanzittutto mi sono tolta la rogna del battesimo. Avevo un’ansia tremenda, nonostante avessi tutto pronto e fossi riuscita ad arrivarci con due kg in meno e più abbronzata di quanto sperassi. Sabato pomeriggio sono andata dalla parrucchiera (non ricordavo più cosa fosse) mi sono fatta spuntare leggermente il ciuffo e aggiustare il taglio, non avevo però considerato che la piega che mi fa lei non è solo liscia e lucida ma è proprio piatta. I capelli sono talmente dritti che si appiccicano alla testa, frangia compresa, e non danno nessuna forma al viso facendolo risultare più tondo che mai. ho appreso questo mezz’ora prima della cerimonia e ho iniziato a starnazzare come un’oca e disperarmi sudando come un cammello. Nonostante questo siamo arrivati in chiesa puntuali e la cerimonia è filata più liscia che mai. (non quanto i miei capelli!) il pupo è stato sorprendentemente collaborativo, addormentandosi prima di entrare e svegliandosi solo dieci minuti prima della fine. Il prete gli ha bagnato la testa mentre dormiva e si è svegliato sconvolto guardando in faccia sua madre con aria terrorizzata, gli ultimi dieci minuti ha giocato con il cellulare di Mr P. senza spiccicare parola e ha iniziato a chiedere di uscire solo mentre firmavamo. Ci siamo poi spostati a casa della suocera di miacuginanevrotica dove questa aveva preparato a tradimento tre torte, tre teglie di pizza, bibite e salatini (miacuginanevrotica e il tonno non volevano far nulla dopo la cerimonia) e siamo rimasti lì fino alle diciannove.
Nel frattempo miacuginadeficiente era in travaglio dalle sette del mattino, alla mezza entrava in sala parto e alle due e dieci sfornava una pagnottina di 3.60 kg. 
Siamo passati a prendere mianonnadeficiente agitatissima e ci siamo diretti all’ospedale a conoscere la pagnottina. di rosa vestita, dormiva beata in una di quelle deliziose cullette ospedaliere di plastica. la prima cosa che mia nipote mi ha fatto notare della sua nuova sorella è stata quanto fossero lunghe e pericolose le unghie raccomandandomi di starci a debita distanza. La fornaia piangeva commossa e raccontava del parto a chiunque passasse di lì, felice e rilassata, a differenza di sette anni fa quando rimasi sconvolta nel trovarla in versione zombie che rifiutava di guardare anche da lontano la creatura. In quella stanza (dove oltre a miacuginadeficiente c’era anche un’altra partoriente) c’era tutta la famiglia dell’ignorante al completo, ossia venticinque persone con bambini urlanti che scorazzavano su e giù nel corridoio. Ovviamente non ci hanno permesso di toccare la bambina e dovevamo urlare per comunicare l’uno con l’altro. speranzose di trovare un po’ di quiete, io e mia nonna siamo ritornate lunedì sera dopo un fantastico giro di shopping per bambini noi due sole, ma ce ne siamo tornate a casa sconfitte trovandoci di fronte alla stessa situazione della sera prima. Ora attendo che ritorni a casa e che la flotta di parenti ignoranti si stufi di starle attorno per poterla prendere in braccio la prima volta. Dovevano dimetterla già ieri ma la bimba si è presa un infezione da stafilococco (?) durante il parto (solito culo di famiglia) e la terranno qualche giorni in più per precauzione. Pochi minuti prima di vederla non stavo più nella pelle, non vedevo l’ora di conoscere i suoi lineamenti, incontrare i suoi occhi, sentire il suo odore. Durante tutta la gravidanza non avevo provato particolari sentimenti per questa nuova vita, al contrario dei casi degli altri due nipoti, per la differenza nel rapporto con miacugina che c’è da un anno a questa parte. l’ho frequentata poco e ho vissuto poco i mesi di gestazione. All’improvviso domenica ho sentito tutto, la sensazione di una sorella che ha avuto un figlio, la felicità per questo nuovo membro della famiglia. E mentre ci allontanavamo dall’ospedale ho provato una sensazione nuova, mai avuta (in casi come questo)… una sorta di invidia. Invidia sana, ma invidia. E non perché lei ha avuto un figlio e io no, invidia perché lei aveva appenna sfornato, fatto, finito. La figlia era lì, fatta. Ce l’aveva fatta. Il parto è una delle mie più grandi paure. - e in quel momento mi sono detta: “prima o poi avrò un figlio”. ma poi ci ho dormito su, e mi è passato -
Sazi dal nonrinfresco del battesimo siamo passati a prendere una vaschetta di gelato e siamo andati a mangiarla sul terrazzo dei miei dove mio padre ha annunciato di avere una sorpresa per me tirando fuori una serie di dvd. Mi ha fatto trasferire le cassette dei filmati di quando ero piccola, alcuni saggi di danza e qualche filmino di me e mia zia, su cd. Abbiamo passato la serata a guardarli… mi sono commossa, emozionata, sorpresa, mi sono tornate alla mente una miriade di cose che avevo dimenticato.
E’ stata una giornata stupenda. ricca di emozioni, in cui non ho avuto corazze a difendermi e mi sono fatta trasportare da ogni cosa che mi accadeva intorno e dalle emozioni che ne seguivano. se non mi è venuto un infarto domenica, morirò sicuramente di qualcos’altro. E’ stata una splendida giornata soprattutto perché non ho avuto il tempo di pensare a nulla. sono stata risucchiata in un vortice di sensazioni contrastanti, svegliandomi con la telefonata di mia madre che annunciava le doglie di miacuginadeficiente e addormentandomi con l’immagine di me bambina che danzo sulle punte i’m singing in the rain con l’ombrello in mano e il rossetto rosso.

E mi sono ricordata… Quanto mi manca emozionarmi.


13 aprile 2011


Di impagnottamenti vari ed eventuali

Anche miacuginanevrotica è incinta. Festival dell’impagnottamento nel parentado. Speriamo che sia maschio, speriamo che sia femmina, e chiamala Alice, no chiamalo Lorenzo che sta meglio con il cognome, io mi metto in maternità per i prossimi diciassette anni, io per ventidue. E la cosa non mi dispiacerebbe affatto, è sicuramente meglio di altri show recenti, se non fosse per il fatto che ora tutti puntano il dito verso l’unica tonna rimasta della famiglia non ancora in menopausa, senza pancia abitata. Personalmente mi sposto e punto il dito verso quello dietro.
Io non lo so se voglio figli, non l’ho ancora capito. Sono stata fermamente convinta di no fino ai vent’anni, anche perché non sapevo ancora se ne avrei avuto i mezzi (…) quando un bel mattino mi sono svegliata con l’istinto materno che mi usciva dalle orecchie. L’ho prontamente messo a tacere, nonostante le insistenze del Topo nell’estremo tentativo di salvare il rapporto, finché non è nuovamente sfumato del tutto. Ora non saprei, ci penso spesso ma non ho ancora capito quanto di quello che sento è influenzato dal fatto che “ad un certo punto lo fanno tutti” e quanto è desiderio reale. Mr P. li vuole, me l’ha sempre detto, così come mi ha sempre detto che però per lui non sarebbe un problema se non ne avessimo. Ultimamente ha smesso di parlarne e a volte mi dice beh se non avremo figli… e se ne esce con progetti machiavellici, perché dice di star entrando nell’ottica della cosa. Ovviamente in questo momento il problema non si pone, vogliamo passare ancora parecchio tempo insieme, da soli. magari sposarci, comprarci una casa più grossa, stabilirci economicamente e poi, forse. un inquilino in più per noi significherebbe necessariamente cambiare casa e il solo pensiero ci provoca un attacco cardiaco, amiamo infinitamente questa casa e non la cambieremmo nemmeno se ce ne regalassero un’altra. dobbiamo ancora finirla e con tutta la fatica che ci è costata contiamo di rimanerci almeno per i prossimi quattro/cinque anni.
Il motivo che mi spingeva a pensare che non avrei mai voluto figli era la paura di diventare una madre come mia madre. Con il tempo ho capito che da mia madre ho ereditato solo il naso e non corro alcun rischio, ora la mia paura è che mio figlio/figlia sia come la madre, che è molto diverso. Nei miei sogni di perfezione e idillio, dopo tutti i passi sopraelencati, si decide assieme a tavolino la cosa, ma a volte mi auguro che avvenga accidentalmente perché temo che non arriverà mai il momento in cui deciderò da che parte stare. Da quando ho conosciuto Mr P. sono cambiata radicalmente, è un cambiamento che continua e mi avvicina sempre più a quell’equilibrio che ho cercato per anni. con lui sono riuscita a fare cose che giuravo di non poter fare e forse accadrà lo stesso anche in questo caso e come per incanto mi ritroverò ad essere una panzona felice e contenta. Qualche giorno fa ho trovato la mia collega E. in lacrime davanti alla macchinetta del caffè, mi ha spiegato che era incinta da due mesi ma nell’ecografia del giorno prima si era visto che il cuoricino non batteva più. Nella mia testa mi sono detta: spero che non mi succeda mai. senza rifletterci più di tanto, mi è uscito così, con mio grande stupore. Forse inconsciamente lo desidero, ma c’è qualcosa che mi blocca, che mi fa pensare che è meglio lasciar stare, che non è roba adatta a me.
Spesso faccio degli incubi nei quali sono incinta e mi dispero, oppure sono tutta contenta finché non scopro che sono cinque gemelli. Mi sveglio sempre terrorizzata e mi riprometto di organizzarmi, dato che io e Mr P. non usiamo nessun tipo di precauzione se non quella più banale. Ci rimarrei davvero male se capitasse, io non tollero gli imprevisti e questo sarebbe uno di quelli piuttosto ingombranti.

Ieri sera mentre miacuginanevrotica mi raccontava della prima ecografia, mio nipote ci ascoltava zitto. Mi sono avvicinata e gli ho detto: pupo, ma hai capito cosa succede tra un po’?!
SI!
E cosa succede?
PIOVE!

 

Pubblico questo post con tutte le dita a disposizione incrociate, toccandomi una tetta, ciucciando un cornetto, sdraiata su una lastra di ferro.


8 aprile 2011


Buone nuove

Da ieri mattina vado a braccetto con una quantità d’ansia considerevole. Ho iniziato la giornata con una telefonata della collega C., altro soggetto degno di post, che alle 7.30, ancor prima di arrivare in ufficio, piangeva e mi diceva che non ce la poteva fare ad affrontare la terribile giornata in reception. La cosa è poi proseguita per l’intera giornata lavorativa, sua, e di (non) riposo mia. Tra un caffè ad un ospite, un annaffiata alla pianta, un calcio al fax inceppato e la telefonata di un cliente incazzato, mi chiamava sul cellulare per avere delucidazioni sugli ardui compiti. Non ho avuto tregua nemmeno in pausa pranzo, appena arrivata a casa mi ha telefonato in lacrime per annunciarmi che se le diranno di dover necessariamente sostituirmi anche in futuro, si licenzierà. Ma non è stata la sola a farmi odiare la suoneria della simpatica vocina di mia nipote registrata. ieri chiunque, Mr P. compreso, ha deciso di spaccarmi i maroni su tutti i telefoni in mio possesso. Con i capelli dritti tipo Mafalda sono uscita di casa all’alba delle dieci per andare a fare un giro al mercato di paese con mia mamma e sono anche riuscita a comprarmi un vestitino tra imprecazione telefonica e l’altra. Il mio umore già piuttosto compromesso ha poi subito un definitivo crollo quando mia madre ha deciso di annunciarmi le recenti buone nuove. Miacuginadeficiente, incinta di sette mesi, ha delle cellule tumorali nell’utero che sono peggiorate di valore nel giro di pochissimo tempo. C’è la possibilità che la facciano partorire prima per poi sottoporla ad un intervento chirurgico nel quale le esporterebbero una parte dell’utero, o per farle della chemioterapia. Quando poi alle diciannove Mr P. ha avuto la buona idea di svuotare la cassetta della posta e portare su un sollecito dell’Enel per una bolletta non pagata, ho minacciato davvero il suicidio. Sapevamo già che questo mese ed il prossimo non sarebbero stati semplici, con l’assicurazione della mia auto da pagare, la bolletta di aprile, la tassa per l’imondizia... ma il karma avverso ha voluto davvero esagerare e ora ci ritroviamo a dover pagare anche una bolletta arretrata che la mia banca non ha pagato e a doverci inventare un regalo di battesimo per mio nipote, di cui sarà madrina, che mia cugina nevrotica ha deciso di battezzare il ventisei giugno… così, su due piedi. Mr P., che di solito rimane fin troppo calmo in certe situazioni, tanto da farmi innervosire ancora di più accusandolo di menefreghismo, per la prima volta è agitato e non riesce a parlar d’altro. La cosa provoca in me scompensi fisiologici e ormonali, nel senso che ho la tachicardia costante da ieri sera e il presentimento che qualcuno possa spararmi nel culo da un momento all’altro. In più, ieri non ho avuto voglia di fare due km in macchina per fare una commissione per Mr P. e per colpa mia ora spenderemo più soldi del necessario, e lui non mancherà di rinfacciarmelo.

La situazione di mia cuginadeficiente mi ha spiazzato. Il nostro rapporto, dopo l’episodio con suomaritoignorante dell’estate scorsa, si è ridotto ai minimi termini arrivando ad essere quasi nullo ad eccezione di un suo sms a dicembre nel quale mi chiedeva di poter venire a cena a casa mia una sera con mia figlioccia e nostra nonna. quella famosa cena era poi andata molto bene, lei aveva fatto assolutamente finta di niente, come se ci fossimo viste il giorno prima, così come le altre due volte in cui ci siamo viste ovvero natale e compleanno di mioziofacciadimerda. Ieri sera, dopo aver prepartato la cena, lavato i piatti e steso i panni a mia nonna operata di cataratta e servita e riverita da tutto il parentadodeficiente a turno, sono passata a casa sua. L’ho trovata meglio di come si potrebbe immaginare, complice forse anche la bimba che sguazza violentemente dentro di lei senza sosta, con questo pancione decisamente enorme e un velo di tristezza negli occhi di cui mi porto dietro l'immagine come un ossessione. Apprendere la cosa mi ha devastato, mi ha lasciato senza fiato, senza quella carrellata di parole di riserva che riesco quasi sempre a trovare. Che dirle? Dirle che tutto si sistemerà, che andrà tutto bene, che non deve temere.. quando non ne ho la minima idea. Lei ovviamente è preoccupata per le bambine, soprattutto per quella nuova perché si chiede come farà se appena sarà nata lei dovrà passare del tempo in ospedale, se starà male per le chemio con una neonata che non dorme la notte e ha bisogno del profumo della sua mamma. Tralasciando gli interrogativi sui risvolti futuri, la mia concentrazione si è soffermata sul fattore c. della questione. Non riesco a capacitarmi di come a volte la vita si accanisca contro alcune persone senza logica nè senso. Mia cuginadeficiente ha avuto fin ora una vita piuttosto pessima, fatta di sfighe più o meno consistenti che si susseguono praticamente da sempre. È nata da due imbecilli, vissuta nella follia di un padre che uscendo chiudeva a chiave lei e la madre in casa per gelosia, che non l’ha mai fatta andare più lontano del cortile del palazzo osservandola dalla finestra, sottoponendola ad umiliazioni di ogni tipo. una madre che non si è mai ribellata finchè non è stato lui a mollarla, che non le ha mai dato un soldo e non ha mai fatto nulla per garantirle una vita e un futuro dignitoso. È scappata di casa a diciott’anni e qualche ora e non ci è mai più tornata. ha iniziato una vita con l’unica persona che la considerasse, quello che ora è suomaritodeficente, facendo qualsiasi lavoro le venisse offerto e superando un problema dietro l’altro. Quando le cose nella sua vita sembravano essersi messe finalmente in ordine, il deficiente ha deciso di tradirla e tornare nel suo paese d’origine lasciandola senza un euro nella disperazione più totale. tornato all'ovile, nel giro di sei mesi l'ha sposata e impagnottata nuovamente, la gravidanza però si è interrotta quasi subito. Ora, riuscita a rimanere di nuovo incinta, le cose sembravano girare finalmente per il verso giusto anche per lei e accade questo. Non riesco davvero a capire perchè tutto questo a lei, una persona fondamentalmente buona, ingenua, che non ha mai nemmeno reso nessuna delle cattiverie che le sono state regalate. mi sembra uno scherzo infame e prevedo il peggio, da buona pessimista che sono. Non riesco ad immaginare come mi sentirei al suo posto, non riesco davvero a metabolizzare la cosa. Per la seconda volta tornerò ad asciugarle le lacrime nonostante il rancore inevitabile nei suoi confronti, come fatto due anni fa quando l'ignobile se n'è andato e lei non sapeva come dare da mangiare a sua figlia. non è facile per me, mi ero promessa di non farlo, ma non immaginavo ovviamente che sarebbe successo questo e non lo farei se non sentissi di non poter fare altrimenti. so che è sola, stupida, e circondata da gente più cretina di lei, ma sopratutto so che soffrirei molto di più standole lontana e sentendomi impotente.


11 febbraio 2011


Non preoccuparti

E' mancata mercoledì sera alle ventitre e cinquanta, era sotto morfina dalle dodici. mia madre ha tirato fuori a sorpresa una borsa con tutto il vestiario pronto, all'insaputa di tutti aveva portato in lavanderia un completo e comprato della biancheria nuova. è il suo momento di gloria, il momento che attende da una vita... ma nonostante ciò riece a fingersi piuttosto provata. Dopo nemmeno ventiquattro ore miacuginanevrotica frugava nei suoi cassetti e progettava cosa portarsi a casa. suo padre, l'immondo, striscia come un serpente con le lacrime agli occhi e spara una cazzata dietro l'altra. mio nonno non mangia, piange molto, parla molto. per adesso non ha voluto vederla e noi speriamo che non cambi idea. Quella sera siamo andati all'ospedale io, Mr P., mia cuginanevrotica e l'immondo. penso che non dimenticherò mai certi dettagli che mi sarei felicemente risparmiata, mi sembrava di stare in un film horror e sono contenta di non aver fatto andare mio padre perchè non credo che avrebbe retto. La mia famiglia, per ovvie ragioni, non gode di molta simpatia nel pese, ma mia nonna era una donna molto conosciuta e stimata quindi molte persone stanno portando le loro condoglianze a mio nonno... ogni volta che suona il campanello lui dice che qualcuno è arrivato a rompere i coglioni per poi ringraziarli tanto e raccontargli il libro della genesi concludendo con dobbiamo sperare in lui con gli occhi rivolti al cielo, lui che è ateo. L'immondo si cimenta in performance di un ipocrisia scandalosa, di cui la migliore ieri quando ha detto a degli amici di famiglia che abbiamo troppi problemi perchè anche mio padre sta male, le ha tutte lui. e mio padre ha i suoi problemi da quando aveva quattordici anni e a lui non gliene mai fregato nulla, lo ha sempre solo trattato come una merda. Nel frattempo mia cugina continua a cercare una borsa di prada, un anello con diamante, un foulard di borbonese.

 

Sei bella come sempre, elegante, distinta. non hai rinunciato al tuo aspetto autoritario nemmeno adesso. Non si sono ancora picchiati, hai visto? non si picchiaranno o se si picchieranno li lasceremo picchiare, ma tu non preoccuparti. Ti ho messo lì accanto la sciarpa che ti avevo comprato e spero avrai l'occasione che non hai avuto per indossarla. Non preoccuparti per noi, non ti faremo più "dannare", come mi hai detto domenica.

a momenti mi viene in mente di saltar dentro la bara con te, pur di scappare da questo branco di stolti, ma tu non preoccuparti.

Ciao nonna


15 ottobre 2010


Questione di punti di vista

Sono così piena da non riuscire a distinguere un pensiero dall’altro e creare qualcosa di leggibile.
Sono così stanca. così arrabbiata. così ferita.
Sono così piena. o così vuota.

Ho pensato.. potrei scrivere molto grosso così da avere l’impressione di aver scritto qualcosa di molto lungo… ma poi. non mi piacciono queste prese per il culo non celate.

Confido in un buon weekend. ma vero, non fittizzio.
Sperando di svuotarmi, o di riempirmi.

(per chi ne traesse il senso più malizioso del significato… si, mi riferisco anche a quello)


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permalink | inviato da -Micol- il 15/10/2010 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


21 luglio 2010


Mai fare un estratto conto il giorno del tuo compleanno

La situazione è di nuovo precipitata.
I conti non tornano, i soldi non bastano.
Quello che non riesco a capire è dov’è che sbagliamo…se la matematica non è un opinione e i soldi non evaporano da soli, c’è qualcosa che ci sfugge. Ora siamo punto a capo, a pochi giorni dal grande obbiettivo siamo di nuovo nella merda fino al collo. E rischiamo anche di saltare i miseri dieci giorni di vacanza low cost, che più low non si puo. Inutile dire quanto sono intimorita e demoralizzata e quanto mi irriti il suo atteggiamento di sufficienza, chetantocelefacciamo… è vero che fin’ora ce l’abbiamo sempre fatta ma è anche vero che siamo stati benedetti da non so quale santo… son piovute entrare inattese del cielo più volte nell’arco degli ultimi sei mesi. ma questa volta non credo che il fato ci darà ancora una mano. Mi sembra impossibile considerando i sacrifici fatti, le rinunce, gli scrupolosi controlli… forse sarebbe andata meglio o allo stesso modo se l’avessimo presa più easy. E come se tutto questo non bastasse dobbiamo pure cercare di nasconderlo fingendo serenità con parenti e amici… i miei genitori prenderebbero la mia affermazione “non ci bastano i soldi” come se dicessi loro di aver contratto una malattia venerea… non concepiscono come la situazione possa sfuggire di mano, come si possa avere dei problemi di questo tipo in quanto loro non ne hanno mai avuti… matrimonio, casa e arredamento sono stati sponsorizzati dai genitori di mio padre che continuano dopo trent’anni a pagare luce, gas, acqua e pane tutte la mattine per tutta l’allegra famigliola… ogni qualvolta mio padre ha cambiato lavoro, nei buchi poteva andare nell’azienda di mia nonna dove c’era sempre uno stipendio pronto per lui ogni mese… senza contare i pochi acquisti grossi della loro vita nei quali lei ha sempre contribuito, la pensione di invalidità di mio padre e una figlia sola che dai sedici anni in poi è diventata indipendente economicamente. Il loro primo pagamento a rate l’hanno fatto a cinquant’anni per pagare il mio regalo per la maggiore età, la mia macchina... e non hanno dormito sereni finchè non hanno finito di pagarlo. Insomma… tutta un'altra storia. E i nostri amici di cui la metà studia ancora e l’altra metà è a casa sul divano, sono abituati a stare sulla croste dei genitori, non hanno lavorato manco un giorno della loro vita e ascoltano i nostri discorsi sbalorditi. Andare in vacanza nella mia casa in liguria significa necessariamente frequentarli dato che sono tutti nei paesi accanto e ciò comporta le loro quotidiane richieste di cene, serate in discoteca e qualsiasi altra attività gli venga in mente il più dispendiosa possibile, tanto a loro il papi gli ricarica la postepay.

E quindi…

Buon compleanno a me!
prrrr prrrrr prrrr
(sarebbero delle trombette!)

Fanculo va’

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