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NelMioMondoDiZuccheroFilato [ ...una vita a pois! ]
 


 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 Noi 

 Lui, Mr P., il più bel regalo che la vita potesse farmi

Daisypath Vacation tickersDaisypath Anniversary tickers

 

Ogni essere umano è stato gettato nella vita alla ricerca di un altro essere di un solo essere che gli sia in ogni senso rispondente, a tal punto che l'uno senza l'altro appaia come il prodotto della dissociazione di un unico blocco di luce...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osservate sempre, in tutto quello che fate, con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, amaro. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più allegri e seminatori d'amore, godrebbero felici di un'eterna giovinezza.

 


 

 

Il viaggio come metafora della vita è una delle immagini più frequenti in tutte le letterature, è un concetto trattato molto spesso dagli scrittori di ogni epoca. Esiste un'opera nella letteratura di tutti tempi che riassume, forse integralmente, i significati concreti e simbolici legati al tema del viaggio: l'Odissea di Omero. Analizzando attentamente la vicenda di Ulisse, si nota che il viaggio non può consistere solo nell'approdo al porto finale, ma piuttosto nel superamento di mille pericoli, ostacoli e prove. Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, la sfida al confronto, l'abilità di relazionarsi con chi è diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema.Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi. E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro."

Charles Baudelaire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


21 marzo 2012


Ecco come si inizia

Troppe cose da fare e troppo poco tempo per farle. Le mie giornate sono corse contro il tempo con l'unico obbiettivo di andare a dormire. E' come se da quando mi alzo dal letto non facessi altro che correre lungo una pista saltando ed evitando ostacoli e alla fine di questa ci fosse il mio letto ad aspettarmi. vado a letto, spengo il cervello, pace, libertà. Non penso di poter reggere ancora per molto. Non ho scritto del fatto che mio padre, un mese e mezzo fa, è stato ricoverato e operato d'urgenza per un diverticolo che gli si è lacerato nello stomaco. Non ne ho scritto perché è stato uno degli episodi più difficili della mia vita e nonostante abbia condizionato e condizioni tutt'ora la mia quotidianità, ogni volta che provavo a raccontarne mi congelavo all’idea di rivivere tutto. Ora è a casa in convalescenza, si sta riprendendo ma ci vorrà del tempo. non va in ufficio e tutto è in sospeso da due mesi, tutto meno le cose che vanno fatte per forza in determinati tempi e che faccio io. Quando esco dall’ufficio vado là, poi corro a casa a tentare di dargli un ordine, preparo la cena, lavo i piatti. Poi a volte devo anche lavarmi, magari ritoccare lo smalto e attività simili dovute a darmi un aspetto sopportabile. Mr P. non arriva mai prima delle 21, quando siamo fortunati, e non fa nulla a parte lavare i piatti quando è il suo turno anche perché quando finiamo di mangiare siamo stanchi morti e io ho già fatto tutto prima. Sono rapita in un vortice che mi sembra stringersi ogni giorno. Ieri sono uscita dall'ufficio e sono andata nell'altro ufficio, poi sono andata dai miei a portare una borsa di roba da lavare e prenderne una da stirare, dato che come se non bastasse domenica si è rotta la lavatrice... quando sono arrivata a casa mia sapendo di dover ancora stirare una montagna, preparare la cena e lavare i piatti del giorno prima, e ho visto in che condizioni verteva la casa, ho sentito il vortice stringermi togliendomi il respiro. Il cuore mi è arrivato alle orecchie, ho avuto un lieve attacco di panico. In quel momento ho capito che non posso continuare ancora per molto così, evidentemente sto chiedendo troppo a me stessa. Del lavoro non mi lamento, mi piace che ci sia un casino dietro l'altro, mi piace correre da quando arrivo a quando me ne vado... ma poi una volta uscita di qui ho bisogno di un po’ di pace. di silenzio, di gesti compiuti con calma senza pensare a quel che devo fare dopo. Non riesco a vivere con questo ritmo, non mi basta tirare il fiato solo due giorni a settimana e a volte neanche quelli. Evidentemente non posso essere un’impiegata perfetta, una figlia perfetta, una casalinga perfetta, una compagna perfetta e una donna perfetta (per non parlare di amica, parente o zia.. non vedo i miei nipoti da settimane) nello stesso momento della mia vita. Peccato che accettare di non poter essere perfetta, qualsiasi sia il contesto, per me è una cosa del tutto impossibile che mi porta ad avere una sensazione di insoddisfazione cronica e chiedermi continuamente se sono io che sono sbagliata o nessuno ce la farebbe. Il tutto condito da una buona dose di sensi di colpa verso tutto e tutti quelli che sto trascurando. Da lunedì prossimo, dopo il cambio dell'ora, vorrei poter andare a correre se non tutti i giorni almeno uno si e uno no, ma se lo faccio non mi rimane nemmeno un giorno in cui posso guardarmi casa mia e andare a dormire alla sera ad un ora decente.
Mi sento in trappola, con dei pesi enormi sulla schiena che non sono in grado di portare, senza via d'uscita. L'omino del cervello è diventato una poppante dai capelli rossi, con trecce e lentiggini, che ripete con occhi umidi:ma cos'è? dove sono finita? dov'è la mia mamma? 
Mi sento in balia dei bisogni degli altri, dei comodi degli altri, di una casa che non si sa autogestire, di una vita che non mi ripaga di nemmeno il 50% di quello che io do.
A volte mi chiedo se mai volessimo un figlio, come e dove potrei inserire i suoi bisogni quando non ho tempo di soddisfare i miei. Ho la frangia talmente lunga che non ci vedo più e scuoto la testa ogni due minuti come un cane, non riesco a trovare un buco per andare dalla parrucchiera senza rubare del tempo al sabato che è l'unico giorno in cui il Mr è a casa. Per adesso come unica soluzione ho deciso di ricominciare a prendere lo xanas anche di giorno, giusto per evitare di diventare verde mentre sono in riunione con l’avvocato e discuto del contratto di un cliente. Per il resto non so davvero dove sbattere la testa, l’unica via d’uscita mi pare iniziare a tirare di coca in modo da sfruttare anche le ore in cui dormo.


6 marzo 2012


Manca solo il sole

Mi girano i coglioni ad una velocità sorprendente. Ho appena sfanculato la cicciona ma non mi sento soddisfatta... tornerei nel suo ufficio a lanciarle articoli di cancelleria dritti su quel naso da maiale. oppure tornerei a dieci minuti fa e eviterei di aprir bocca, giusto per non avere addosso questa sensazione adesso. Non ho mai capito se sono io o è così per tutti. Mando a stendere qualcuno facendomi le mie ragioni, lo faccio con sicurezza, d'istinto, me ne vado e dopo dieci minuti inizio ad avere un vorticamento interno inspiegabile. mi tremano le mani e mi vengono le vampate come se dovessi prendere fuoco da un momento all'altro. eppure non penso affatto di aver sbagliato, anzi, a volte il nervoso è giustificato dal fatto che mi viene in mente dopo qualcosa in più che avrei potuto dire. Rimarrò in questo stato di pseudoisterismo fino a domani, nella migliore delle ipotesi. E sicuramente domani avrò bisogno di parlarle per questioni lavorative e ci sarà da ridere. a volte mi chiedo se non fosse stato meglio nascere come la collega C., ingenua e senza carattere, con un elasticità celebrale pari a zero e la lacrima facile al minimo ostacolo... è meglio farsi fare fessi da tutti e vivere tranquilli o avere rispetto grazie ad un "carattere di merda" e corrodersi le budella a forza di festini intestinali?...... Poi. il tempo è una schifezza da ieri. oltre al cielo grigio e la pioggia, tira un vento freddo di quelli che bestemmi da quando esci di casa a quando ci rientri, che è del tutto inutile pettinarti. secondo il condizionatore del mio ufficio però, non ci sono così pochi gradi da accendesi per cui si gelerà felicemente tutta la settimana.Sto diventando meteoropatica. fino a qualche anno fa non mi importava un accidenti di che tempo facesse, quasi non me ne accorgevo. adesso ne parlo (“ed è una prerogativa degli adulti”. cit,) e non solo per circostanza, trovo davvero utile esclamare: che bel sole! che tempo di merda! ...e quando c'è il sole è come se arrivasse a scaldarmi anche dentro. Questo weekend, qui si stava benissimo. ho messo un giubbotto primaverile, il sole era caldo e faceva davvero piacere stare fuori... ne abbiamo goduto ogni attimo perchè abbiamo dovuto svegliarci presto sia sabato che domenica ma si è rivelata essere una cosa positiva... sono sembrati il doppio dei giorni.

Va tutto bene, manca solo il sole. (e un funerale)(del maiale).


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permalink | inviato da -Micol- il 6/3/2012 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


25 gennaio 2012


Chi non muore si rivede

 

Sveglia h 7.00. ingurgito ad occhi chiusi di marmellata senza zucchero spalmata su fetta di pane azimo 5x3 cm (che per chi non lo sapesse è un cracker che si crede pane, bianco, senza grassi, senza sale e senza carboidrati. è immaginario,tu credi di toccarlo ma in realtà la marmellata fluttua sulla tua mano) camminando per casa con l'entusiasmo del bradipo a lutto e raccattando qua e là vestiario. Preparazione con tachicardia perchè tanto è tardi, è sempre tardi. tentativo fallimentare di rendermi presentabile e 10 gocce di xanas prima di uscire di casa. Caffè macchiato con bustina di dietor al bar con papà, un ora in ufficio con lui a fare fatture con un solo occhio aperto, a random, senza rileggere. h 9.10 partenza per il tugurio e arrivo nel mio uffico. Giornata lavorativa con collegaamica P. e pancione scalpitante (si, di nuovo) che tenta invano di insegnarmi procedure di evasione ordini, rapporti con fornitori e l'inglese. Dalle h16.00 alle h17.30 ripasso con l'aiuto di evidenziatore rosa,matita e google translate (santosubito) . corsa dal macellaio/supermercato/verduriere o qualsivoglia posto per recuperare cibarie, e ri-corsa a casa. In tenuta da combattimento, ristabilisco un ordine e un pulito apparente nella Gcasa per poi attaccare un qualsiasi telefilm (se becco lo stronzo che ha chiuso megavideo gli metto i maroni come orecchini) e passare i seguenti 41 minuti facendo step, addominali e altre moine strane chemenomalechenonmivedenessuno (stretta nella fascia per sudare di bottega verde- una roba schifosissima). Trascinamento sui gomiti con le ultime forze nella doccia, corsa alla preparazione della cena. messa a cuocere asciugherò e riporrò le stoviglie, stenderò una lavatrice, ritirerò il bucato ecc. Cena con una carota cruda da sgranocchiare, due fette di bresaola e uno yogurt con 1% di grassi. Lavata ai piatti e svenimento sul divano, due ore in cui il mio corpo si scinde in 50% di coma e 50% di tentata attenzione alla tv o a letture incomprensibili in inglese. doppia dose di xanas e caduta libera nel letto,momento più felice ed utile della giornata. Ah, e poi a volte stiro e pulisco anche.

Dal 10 gennaio le mie giornate sono un tantino cambiate.

Non so come e dove incastrare questo mio spazio ma so di doverlo fare. Vorrei scrivere, da morire. Mi sento un fiume in piena e a volte mi pento di non avere una penna mentre sono sul cesso e noto la carta igienica. Tra poco meno di due mesi le cose cambieranno, sarò sola nel mio ufficio e potrò ricavarmi ritagli di tempo o forse imparerò a gestire anche meglio il mio tempo a casa, o a non dormire (....).

Nel frattempo comunque, come chi è arrivato fin qui avrà già dedotto... ho un lavoro vero adesso, sono a dieta, e sono sola. non nel senso che Mr P. è scappato con una bionda dal culo a mandolino ma nel senso che lui non c'è praticamente mai e se c'è dorme o è malato e l'ottanta per cento della mia giornata lo passo da donna single (e felice, aggiungerei). -sto infatti cercando un fidanzato, che declasserà Mr P. ad amante occasionale, accetto suggerimenti...


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11 agosto 2011


"sono solo le diciassette e puo ancora succedere di tutto..."

Il medico di colore che mi ha fatto la manovra di sololuisachi sulla schiena urlando "qui male???- qui male???" è stato solo l'inizio di quella che potrei definire la settimana peggiore della mia vita. La "giornata perfetta" si è conclusa con un inizio di coliche dall'altra parte del paese, a piedi, da sola, con mio nipote duenne nel passeggino. ancora non mi spiego come sono arrivata a casa senza svenire, ho portato in braccio lui fino al seondo piano e ho resistito senza urlare nè svenire fino all'arrivo di sua madre. Grazie al cielo (?) quella notte era di guardia un medico dai modi decisamente più diplomatici, dotato della parola, del tatto opportuno e sopratutto della voglia di fare il suo lavoro. mi ha sparato non so cosa sotto la lingua e nel giro di dieci minuti dormivo come un ghiro. - ho poi scoperto essere un gran tronco di pino ma non credo mi guarderà mai dopo avermi vista in quelle condizioni- Non ho mai partorito ma se è vero che il dolore delle coliche puo essere paragonato a quello di un parto, mi sono fatta una bella idea. sudavo come un cammello e mi giravo come un indemoniata nel letto in cerca di un attimo di tregua, ritrovandomi a quattro zampe o con la testa a penzoloni dal letto, tra una vomitata verde e l'altra. entrambe le volte il tutto è durato cinque/sei ore durante le quali Mr P. mi dava qualsiasi tipo di cosa e faceva telefonate a destra e a manca, eppure io ricordo si e no due o tre momenti. Il giorno dopo mi sono decisa ad andare dal medico il quale mi ha detto una cosa del tipo "il giorno dopo una colica ti arrampichi sulla scala a lavare vetri, vai a correre e ti fai venti km a piedi spingendo 12 kg di bambino... che c... ti lamenti?" e non ho potuto dargli torto. La vera tortura è però iniziata da quel giorno... non passavo più di quattro ore senza ingerire un antidolorifico, i dolori non passavano praticamente mai, non potevo fare nulla e mi trascinavo con la bottiglia d'acqua dal letto al divano. Mi avevano dato l'appuntamento per l'ecogrofia venerdì pomeriggio e fino a quel momento ho creduto di avere una malattia mortale e di non arrivare a ferragosto (e forse un po' ci ho sperato). Io sono abbastanza ipocondriaca e non capire cos'avevo mi ha mandato totalmente fuori di testa. in più l'ironia del destino ha voluto che si trattasse proprio di qualcosa relativo ai reni e avendo un padre in dialisi, ho ipotizzato le cose peggiori. Dall'ecogrofia è risultato che non ho nessun calcolo, forse della sabbia che non si vede oppure è stata un'infezione delle vie urinarie, magari per una cistite curata male. in compenso ho un follicolo in un ovaia da tenere sotto controllo e una malformazione all'uretere, che si biforca e poi si riunisce facilitando la formazione di calcoli. (che culo eh!). I dolori sono scomparsi da domenica, ora ho solo più qualche fitta se mi muovo troppo. l'antibiotico mi ha fatto venire una bella infiammazione dove non batte il sole ed ora mi diverto con un applicatore di crema in plastica di dieci cm, non morite di invidia. Si accettano scommesse su quale sarà la prossima sfiga. Ho davvero temuto il peggio, per la mia salute, ma anche per le nostre vacanze. ho avuto paura che i dolori continuassero e che non sarei riuscita a preparare le valigie, organizzare tutto e partire. livello d'ansia e angoscia alle stelle, ho passato delle giornate buie a ingerire droghe su droghe, bestemmiando in veneziano e piangendo ogni volta che mi passava accanto una spalla. Inutile dire di come a volte la vita ti ricordi che hai solo balle e che quando inizia a mancare la salute, quelli si che sono veri problemi. Il medico mi ha detto "vada pure in vacanza tranquilla, non faccia sforzi e beva almeno due litri d'acqua al giorno, non stia troppo al sole. si porti plasil, voltaren e oki, non le dico una stringa e le iniezioni per non spaventarla. " tranquilla?! ...E con questa botta di ottimismo domani pomeriggio partiamo, ci fracassiamo i maroni in Liguria fino a martedì e torniamo qui a chiudere le valigie per giovedì. I miei suoceri, in vacanza in un paese vicino a dove andremo noi, hanno chiesto di vederci una sera per un caffè.... ci sarà da ridere, ma almeno ora so improvvisare una colica per scamparmela.


24 novembre 2010


Sfrattata

Nel caso qualcuno si stesse disperando per la mia assenza… Micol è viva, non ha preso l’influenza e ha sistemato le sue rosse unghie. E’ solo che nella mia azienda hanno deciso che la mia postazione è la più inutile e hanno quindi messo a disposizione del tecnico, il mio pc fino a data da destinarsi. Domani pomeriggio, forse, potrò riavere il pieno controllo del mio tugurioufficio... non domani mattina perché saremo senza corrente fino alle tredici, al buio, al freddo senza pc e telefoni… a giocare a moscacieca.
Il weekend è passato abbastanza sereno, sono sopravvissuta all’incontro con gliamicidiMr P., sui quali aprirò un largo capitolo non appena sarò a stomaco vuoto, ho scroccato pranzi e cene e mi sono più o meno rilassata. Quando arriveranno le tredicesime i weekend saranno senz’altro migliori, per non parlare dei saldi. ora infatti tutti i nostri pensieri si articolano sul come spenderli… finire la Gcasa, microvacanza di capodanno, micro regali di natale ai pochi che lo meritano, abiti per Mr P. con la previsione di buttare il suo intero guardaroba attuale, risparmi (?).
Questi pensieri, abbinati a quelli delle ormai vicine vacanze, mi aiutano a sopportare queste tristi giornate di noia mortale e conseguente sonno e tristezza… in particolare queste ultime passate seduta sulla scrivania perché di sedia in ufficio ne ho una sola.
Il problema di oggi è che mi sono convinta di avere un tumore alle ovaie dopo un attenta analisi dei sintomi elencati in web… dovrei procedere con un ecografia che non farò mai. anche perché domani tornerà la cardiopatia o l’imminente embolo al cervello.


16 novembre 2010


Orgasmi vari ed eventuali

Oggi non riesco a ingranare la marcia… vado a rallentatore, come se non mi fossi ancora svegliata. Trovo faticosissimo fare qualsiasi cosa, compreso tenere gli occhi aperti. ieri sera ho stirato fino all’una ma lo faccio tutti i lunedì… che mi stia venendo l’influenza?! sarebbe anche ora. sono l’unica stronza che non ha ancora avuto l’influenza in questa stagione. Se mi venisse tipo… domani, me ne starei a casa da mercoledì… tre giorni tra letto e divano, minestrine e the caldi, televisione e pisolini. Il solo pensiero mi provoca un godimento quasi fisico… Certo, potrei fingere e farlo lo stesso ma se dopo una settimana mi venisse per davvero l’influenza? (e fu così che in cinque anni fece solo tre giorni di mutua…).

In questo momento ci sono due tizi zozzi nella Gcasa che mi montano i fili per stendere sul balcone, riparano una saracinesca e, cosa più importante, mi montano una struttura con delle tendone di nilon impermeabili che d’ora in poi mi permetterà di tenere fuori lo stendino riducendo così l’umidità in casa. regalo di mamma e papà in pena per la nostra situazione. Ieri hanno iniziato il lavoro e quando sono arrivata a casa avevo terra ovunque sui pavimenti, polvere di mattone sui mobili e roba ammassata qua e là. mi sono pure saliti con i piedi sulla tavoletta del water… non oso immaginare cosa troverò stasera. Domenica abbiamo scovato l’amicamuffa anche dietro il comodino di Mr P., spostato per pulire dopo aver rovesciato un posacenere, si stava mangiando anche la parete nell’angolo e il retro del comodino... Abbiamo provveduto subito a pulire con della conegrina ma il comodino rimarrà comunque rovinato, anche perché i mobili dell’ikea hanno i retri di cartone. Ha tre mesi di vita quindi anche se l’abbiamo pagato si e no quaranta euro, la cosa ci fa girare vorticosamente i coglioni. Con l’intervento del deumidificatore adesso la situazione è decisamente migliorata.. ora temiamo solo la bolletta della luce dato che rimane acceso tutti i giorni dalle diciannove alle sette… Questo è il primo mese in cui mi pesa seriamente non avere ancora tutto quello che vorrei in casa… ed è anche il peggiore economicamente parlando, in cui ci siamo mai imbattuti. L’assicurazione della mia macchina da pagare ci da una bella botta e si vanno ad aggiungere i 170 euro di sky (che stiamo usando solo per vedere le partite una volta a settimana…) le mie lenti a contatto, la bolletta della luce, la rata mensile di spese condominiali, il doppio abbonamento del treno per Mr Pirla che ha perso il primo dopo due giorni dall’acquisto. In più, sabato pomeriggio al carrefour, abbiamo fatto una spesa da 270 euro … non, non abbiamo intenzione di dare un party con tutto il paese… ma siamo due deficienti e tra le corsie del carrefour potremmo passarci le giornate senza annoiarci mai.. e il bello è che di extra abbiamo comprato solo un cestino fucsia meraviglioso da otto euro e un pigiama dell’inter da diciannove… i restanti 240 euro sono solo di cibo e detersivi. E la colpa è mia… mi sono lasciata trasportare e ho comprato tutto quello che ritenevo opportuno senza tenere in considerazione il fatto che non sarebbe stata l’ultima spesa della nostra vita… adesso però mi autopunirò cercando di fare i miracoli per farla bastare fino all’anno nuovo. (se con duecento euro di spesa duriamo un mese, senza scrocchi vari, con duecentosettanta più scrocchi vari, possiamo durare un mese e mezzo. No?!). La colpa è mia anche perché lo scorso mese ho speso duecento euro di shopping tra gli stivali e gli acquisti qua e là… ma anche per questo mi autopunisco rinunciando agli stivali marroni dietro cui sbavo da mesi e a un cappotto che ho visto sabato in centro (ma solo fino all’arrivo dello stipendio di Mr P., ovviamente!). La cosa che mi ha quasi fatto venire un attacco di panico è stato realizzare che era solo il tredici e che io lo stipendio in teoria lo prendo il quindici, ma era già finito. Dal quindici dicembre in poi comunque tutto dovrebbe cambiare… salvo imprevisti ovviamente, avendo grazie alle tredicesime quattro stipendi pieni, senza spese a parte quelle di routine…. dovremmo prendere un giro più tranquillo, crearci una base che ci permetta di sforare all’occorrenza, respirare, comprare le ultime cose per la casa, e forse, e dico forse, andare via qualche giorno per le vacanze natalizie. Non ho nessuna intenzione di fare capodanno qui con gli amici di Mr P., li vedo tutti i weekend tutto l’anno e mi sembra abbastanza… Poi il pensiero di doverli baciare tutti alla mezzanotte mi fa diventare dura come uno stoccafisso. Vorrei fare un capodanno fuori noi due da soli, come l’anno scorso a Firenze. Non possiamo permetterci grandi mete, probabilmente rimarremo in Italia ma la cosa non mi dispiace affatto… qualche notte fa ho sognato di passare il capodanno e Pisa e dato che non l’abbiamo mai vista entrambi gli ho proposto che potremmo andare via due giorni e passarne uno a Pisa e uno Siena… la sua risposta è stata: a Pisa? Ma che c’è da fare a Pisa a capodanno? Piuttosto andiamo a Bologna! …essì perché a Bologna c’è il mondo a capodanno. Si vedrà… per ora la cosa importante è che lui abbia delle ferie, che senza quelle non andiamo lontano... gli stronzi dei suoi capi si sono già organizzati turnando tra di loro e non hanno chiesto niente a nessuno… ciò lì dentro significa che si lavora tutti i giorni che dividono le ferie comandate. Io invece quest’anno batterò tutti i record… un po’ per il fatto che l’azienda è in crisi e un po’ perché io ho troppe ferie da consumare… sono a casa dall’otto al dodici, lavoro una settimana e poi sono di nuovo in ferie dal diciassette al dieci gennaio. … solo a scriverlo, mi eccito!

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